Abstract
Maurizio Oioli, direttore tecnico della Nazionale italiana di bob e skeleton, ci ha guidato alla scoperta dei segreti di queste due discipline. Dalla sua esperienza di atleta olimpico nello skeleton al suo nuovo incarico in seno alla Federazione. Il mestiere di allenatore per chi “scivola” ad altissima velocità.
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Bob, skeleton e slittino sono tra gli sport più adrenalinici del mondo. Scivolando lungo una pista ghiacciata gli atleti raggiungono velocità comprese tra i 130 e i 150 km/h. Con una guida d’eccezione come Maurizio Oioli, DT delle Nazionali di bob e skeleton, ci siamo lanciati alla scoperta dei segreti di queste discipline, del mestiere dell’allenatore, con uno sguardo attento alla pista di Cortina e alle prossime Olimpiadi. Come skeletonista, Oioli ha preso parte alle Olimpiadi di Torino 2006 e Sochi 2014, oltre ad aver vinto più volte il titolo di campione italiano. Dopo essere diventato allenatore, dal 2018-19 è DT della Nazionale italiana di skeleton, stesso incarico che ricopre dal 2020-21 per il bob.
La storia delle nostre Nazionali, spesso lontane dai riflettori dei media nazionali, è ben radicata. Oioli ci ha infatti ricordato che «L’Italia ha avuto un ruolo importante nella storia del bob, conquistando tre titoli olimpici al maschile, l’ultimo con Gunther Huber e Antonio Tartaglia (Nagano 1998). Tra le donne, Gerda Weissensteiner e Jennifer Isacco nel 2006 hanno vinto un bronzo olimpico. Nei primi decenni del Duemila la popolarità di questi sport è calata complici i risultati meno brillanti e una copertura mediatica sempre più limitata. Negli ultimi anni però nel bob e nello skeleton stiamo cresciuti molto. E una pista “in casa” sarà un ulteriore fattore per alzare l’interesse dei media e del pubblico, oltre a prepararsi al meglio».
Partiamo dai tuoi inizi. Come hai scoperto lo skeleton?
«Mi sono avvicinato allo skeleton un po’ per caso. Da ragazzo giocavo a tennis, poi sono passato all’atletica leggera. Ho conosciuto questa disciplina poco prima delle Olimpiadi di Torino: in quegli anni erano nate delle iniziative volte ad avvicinare nuovi atleti agli sport invernali meno popolari, vedi skeleton e bob. Così potrebbe accadere in questo periodo con Milano-Cortina, in più con la nuova pista a disposizione, la Federazione organizzerà deicorsi per avvicinare nuovi atleti proprio come era avvenuto con me.»


