Calcio
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L'articolo di Agostino Tibaudi, uscito sul nuovo numero di S&S, parla dell'allenamento della forza per il calciatore che ha visto negli ultimi anni la proposizione di differenti metodologie e di altrettanto differenti contenuti. Ultimamente la ricerca di metodologie sempre più vicine alle richieste biomeccaniche del gioco del calcio ha spostato l’attenzione verso l’analisi di modalità organizzative nuove, sia riferite alla strutturazione della sessione di allenamento, sia riferite al monitoraggio degli effetti dell’allenamento.

Abstract

Generalmente si tende a descrivere la prestazione nel gioco del calcio come il risultato di tre aree diverse - tecnica, tattica e fisica - che insieme contribuiscono a formare le capacità specifiche del calciatore. Questo è attualmente il modello universalmente accettato, per cui l’allenamento prevede interventi per il miglioramento delle capacità in ciascuna di queste aree. Spesso, in una seduta di allenamento si osserva un momento dedicato al lavoro sulla tecnica, un momento in cui ci si concentra sui principi tattici, di reparto e di squadra e una parte in cui è previsto l'interessamento delle componenti atletiche. Sono già state fatte diverse proposte per integrare in una sola esercitazione più elementi del modello, per esempio con lo sviluppo degli small sided games. In questo articolo sono proposti alcuni mezzi di allenamento che consentono di lavorare su più compiti contemporaneamente, in modo maggiormente specifico rispetto alle partite su spazi ridotti, insieme ai concetti teorici su cui sono incentrati.