Lo sci alpino: richieste fisiologiche e valutazione funzionale

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Lo sci alpino è una disciplina caratterizzata da uno sforzo relativamente breve, ma con elevati livelli di contrazione muscolare prevalentemente di tipo eccentrico e isometrico. Questa tipologia di attività può temporaneamente portare a parziale ischemia muscolare, inducendo una più rapida affaticabilità periferica.

Gli sciatori di Coppa del Mondo riescono a limitare l’insorgenza della fatica neuromuscolare grazie a una buona capacità di sostenere elevati livelli di contrazione eccentrica.

Lo sci alpino è una disciplina sportiva che prevede la discesa lungo pendii innevati seguendo percordi di diversa lunghezza e inclinazione mediante l’utilizzo di sci, attrezzi lunghi e piatti indossati ai piedi per appunto scivolare sulla neve. Le diverse specialità previste vengono classificate in base al posizionamento delle porte, al raggio delle curve e alla lunghezza del percorso. Si distinguono così due discipline veloci, discesa libera (DH) e super gigante (SG), e due tecniche, slalom gigante (GS) e slalom speciale (SL). In quelle veloci vengono raggiunte velocità di punta oltre i 160 km·h-1 all’interno di competizioni della durata di circa 2 min, mentre nelle discipline tecniche, disputate lungo pendenze più impegnative e con curve molto strette, le velocità sono sensibilmente inferiori così come la durata delle prove stesse (dai 60 ai 90 s – Turnbull et al., 2009). 

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