Abstract
Luca Agazzi, l’allenatore di Sofia Goggia, atleta di punta del nostro movimento sciistico, ci illustra cosa c’è dietro il suo incarico, le competenze che non possono mancare in chi fa questo mestiere, a prescindere dalla disciplina sportiva, e ci offre uno spaccato dell’universo dello sci alpino che non tutti conoscono.
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Luca Agazzi, bergamasco, classe 1974, è l’allenatore di Sofia Goggia dal 2022. Chi meglio di lui può portarci all’interno del mondo dello sci in vista dell’Olimpiade di Milano-Cortina, manifestazione in cui Sofia vuole essere protagonista. Ci parla del ruolo dell’allenatore, di quanto sia importante il percorso formativo che consente di adattarsi all’imprevedibilità dello sci. Tocca temi come la videoanalisi, la gestione dello stress al cancelletto, dell’allenamento e del feeling che va costruito con l’atleta.
Cominciamo da lontano Luca, da quando ti sei innamorato dello sci.
«Guarda, tutto parte da mio padre che mi portava a fare fondo. Poi, a 5-6 anni un amico, vicino di casa, mi propose quello alpino, c’era uno sci club a Vertova e con loro sono andato sul Monte Avaro, ricordo ancora, era aprile, c’era pure poca neve. Quindi ho cominciato il percorso con gli Sci Club, le cose andavano abbastanza bene, sono passato ai Comitati Regionali prima, ai Centrali dopo. Fino a un infortunio grave, ho rotto tibia e perone in forma scomposta nel 1992. Non sono stato più quello di prima.»
Leggi l’intervista completa e tutti i contenuti dedicati alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sul numero 69 di Scienza&Sport.
Foto: Luca Agazzi.
Autore: Luca Bignami.


