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Ripensando all’editoriale che il nostro direttore ha scritto a fine marzo per la rivista Il Nuovo Calcio di aprile, dobbiamo constatare  che il titolo (“Il mese che non c’è”) è ormai obsoleto. Avevamo fiducia in un’evoluzione positiva di questa epidemia… che, in realtà, è diventata pandemia. Il periodo di “stop forzato” sarà certamente più lungo e il ritorno alla normalità ancora di più. La vita di tutti i giorni si è fermata, sport compreso, ci mancherebbe. Le Olimpiadi di Tokyo (cui abbiamo dedicato un’iconica copertina) sono state rinviate al 2021 come gli Europei di calcio. I campionati e le manifestazioni della maggior parte delle discipline sportive sono bloccati: calcio, basket (NBA inclusa), pallavolo, automobilismo e motociclismo, golf, ciclismo hanno “chiuso” – temporaneamente – i battenti.

Questo non solo per lo sport ad alto livello,quello sotto i riflettori e a cui i media dedicano spazio: infatti, tutta l’attività sportiva – dilettantistica e amatoriale – dal semplice jogging con gli amici alle maratone più “celebri”, è stata “cancellata” dal COVID-19. E solo quando perdi una cosa, ti rendi conto di quanto era importante per te! Parliamo dei benefici dello sport per adulti e giovani, dell’attività all’aria aperta, della consuetudine al nostro “piccolo allenamento” quotidiano, del piacere di curare il proprio corpo e di stare bene con noi stessi… che ora rincorriamo con qualche sporadico esercizio nel soggiorno di casa. La situazione non è semplice, lo sappiamo tutti, ma il return to play sarà ancor più complicato, come ci confermano Giulio Sergio Roi e Gian Nicola Bisciotti nei due articoli che abbiamo “commissionato” sull’argomento: le linee guida dell’ISS (Istituto Superiore della Sanità) e della Federazione dei medici italiani dovranno essere per forza di cose molto rigorose perché non si conoscono ancora bene i “danni” che il COVID-19 può aver fatto sul fisico di atleti positivi o asintomatici.

Crediamo che serviranno esami approfonditi per analizzare gli “strascichi” lasciati. Non sottovalutiamo nulla, d’altronde solamente le guerre mondiali in passato avevano fermato lo sport. Cosa riuscita in questo 2020 al Coronavirus.

Anche per quanto ci riguarda, abbiamo dovuto rimandare – e sottolineiamo il termine rimandare – il nostro convegno Scienza&Sport sull’allenamento fisico. Vorremmo già comunicarvi la nuova data, erano oltre 250 le iscrizioni ricevute, ma come tutti in questo periodo dobbiamo attenerci alle disposizioni delle autorità. Consapevoli che è indispensabile fare veramente squadra per tornare alla normalità. Questa sarà la vera vittoria da conquistare.