Abstract
È una montagna mitica, il tetto del mondo. È alta 8.848 m e fu scalata la prima volta nel 1953 dal neozelandese Edmund Hillary. Successivamente, sono state diverse, in particolar modo nell’ultimo ventennio, le spedizioni per la sua “conquista”. Dal 1992 sono stare organizzate ben sei skymarathon a quote comprese tra i 3.800 e i 5.200 m. I partecipanti a quest’ultime e i risultati conseguiti.
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È la montagna più alta della terra (8.848 m), situata nella catena dell’Himalaya, al confine tra il Nepal e la Cina. La vetta fu raggiunta per la prima volta il 29 maggio 1953 dal neozelandese Edmund Hillary (1919-2008) e dallo Sherpa Tensing Norgay (1914-1986). I tentativi di salita in velocità dell’Everest (8.848 m) con partenza dal Campo Base nepalese (5.380 m di quota – dislivello 3.468 m, con sviluppo di 17 km) hanno avuto un certo impulso nel 2003, anno in cui ricorreva il cinquantesimo anniversario della conquista della montagna. In poco meno di quattro giorni la prestazione del notissimo Sherpa Babu Chiri, è stata migliorata per ben due volte da altri due alpinisti Sherpa, uno dei quali ha fatto ancora meglio nel 2004 (tabella A).
| Data | Nome | Prestazione | Tempo |
|---|---|---|---|
| 26-09-88 | Marc Batard (FRA) | Prima salita in velocità senza ossigeno | 22h30’ |
| 17-10-98 | Kaji Sherpa (NEP) | Salita con ossigeno (?) | 20h24’ |
| 21-05-00 | Babu Chiri (NEP) | Salita con ossigeno dal Colle Sud | 16h56’ |
| 23-05-03 | Pemba Dorije (NEP) | Salita con ossigeno dal Campo 3 | 12h45’ |
| 26-05-03 | Lakpa Gelu (NEP) | Salita con ossigeno | 10h56’ |
| 21-05-04 | Pemba Dorije (NEP) | Salita con ossigeno | 8h10’ |
Tabella A
Evoluzione delle prestazioni di salita all’Everest in velocità. Convenzionalmente, la partenza è fissata dal Campo Base nepalese a quota 5.297 m e il dislivello complessivo da percorrere in salita fino alla vetta (8.850 m) è di 3.552 m.
In realtà, tutte queste prestazioni sono state ottenute utilizzando le bombole di ossigeno nelle ultime ore di salita, attenuando così i reali effetti dell’ipossia e rendendo meno estreme queste prestazioni. Vi sono, inoltre, molti dubbi sull’effettiva omologazione di tali imprese, poiché sono basate su autocertificazioni dei tempi impiegati e non sono confermate da ufficiali di gara e cronometristi.
In effetti nel 2003 e nel 2005 vi sono state due spedizioni italiane che hanno tentato di stabilire un record di salita dell’Everest senza l’aiuto dell’ossigeno. Entrambi i tentativi sono falliti e gli atleti Fabio Meraldi (nel 2004 dalla via normale, Everest Speed Expedition) e Bruno Brunod (nel 2005 dalla via Nord, Everest Vitesse 2005) hanno dovuto interrompere i loro tentativi attorno agli 8.000 m di quota (tabelle B e C).
| Campo | Altitudine | Tempo | Dislivello | Note |
|---|---|---|---|---|
| Colle Sud | 8000 m | 7h30’ | 318 m/h | Abbandono a 8100 m |
| C3 | 7300 m | 5h22’ | 372 m/h | |
| C2 | 6450 m | 3h05’ | 145 m/h | |
| C1 | 6100 m | 1h20’ | 540 m/h | |
| Campo base | 5380 m | – | – | Partenza |
Tabella B
Dati relativi al tentativo di record di Fabio Meraldi (via Normale, versante nepalese) del 23 maggio 2003.
| Campo | Altitudine | Tempo | Dislivello | Note |
|---|---|---|---|---|
| Nei pressi di C3 | 8200 m | 16h’ | 92 m/h | Abbandono |
| C2 | 7700 m | 10h32’ | 179 m/h | |
| C1 | 7000 m | 6h37’ | 245 m/h | |
| Campo base | 5380 m | – | – | Partenza |
Tabella C
Dati relativi al tentativo di record di di Bruno Brunod (via Nord, versante tibetano) del 3 giugno 2005.
Everest Marathon
È una competizione che si disputa in Nepal sul sentiero del trekking che da Gorak Shep (5.184 m), dove era posto il Campo Base nel 1953, conduce al villaggio di Namche Bazar (3.448 m). La lunghezza è di 42.195 km, con dislivello quasi esclusivamente in discesa.
Organizzata per la prima volta nel 1987 da una società inglese, è disputata ogni due anni. Nella tabella D le migliori prestazioni maschili e femminili.
| Posizione | Femminile | Anno | Tempo | Maschile | Anno | Tempo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Frost Anna (NZL) | 2009* | 4h35’04” | Rajbhandari Ram Kumar (NEP) | 2013* | 3h40’43” |
| 2 | Mudge Angela (GBR) | 2007* | 5h02’17” | Bahadur Gurung Bhim (NEP) | 2013 | 3h45’20” |
| 3 | Sherpa Chhechee (NEP) | 2011* | 5h06’15” | Rajbhandari Ram Kumar (NEP) | 2011* | 3h47’38” |
Tabella D
Migliori prestazioni femminili e maschili nella Everest Marathon. È indicato l’anno e con * il vincitore.
Dal 2003, il 29 maggio di ogni anno, un’agenzia di trekking nepalese organizza anche un’altra gara, denominata Tenzing Hillary Everest Marathon, in ricordo della data di conquista dell’Everest da parte della spedizione di Sir Edmund Hillary. Anche questa gara prevede il percorso di 42.195 km quasi esclusivamente in discesa, con partenza dall’attuale campo base (5.364 m) fino a Namche Bazar.
Nell’edizione del 2014, vinta dal nepalese Sudip Kulung in 3 h 52 min 9 s, hanno partecipato 130 persone provenienti da vari paesi (per la cronaca, l’ultimo classificato ha impiegato 26 h 22 min 12 s). Entrambe le gare (l’Everest Marathon e la Tenzing Hillary Everest Marathon) sono precedute da un trekking di acclimatazione fino al luogo dove è situata la partenza e non hanno mai fatto parte dei circuiti Skyrunning.
Everest Skymarathon
È una gara di corsa su terreno non asfaltato, sulla distanza della classica maratona (42 km 195 m). Sono state organizzate in totale sei Everest Skymaraton (tabella E): Matt Carpenter detiene la miglior prestazione sulla Everest SkyMarathon effettuata in piano a 4.300 m (7 ottobre 1998) e a 5.200 m (2 ottobre 1995).
| Data | Percorso | Dislivello | Distanza | Vincitore | Tempo |
|---|---|---|---|---|---|
| 2 ottobre 1992 | Tiangboche (3863 m), Piramide (5050 m), Namche Bazar (3440 m) | 1470+ 1890- | 42 km | Greco Adriano Meraldi Fabio (ITA) | 5h39’39” |
| 7 ottobre 1993 | Tingri (4200 m) (circuito) | <200 m | 42 km | Carpenter Matt (USA) | 3h05’40” |
| 10 ottobre 1994 | Tingri (4200 m) (circuito) | <200 m | 42 km | Carpenter Matt (USA) | 2h56’08” |
| 2 ottobre 1995 | La-Run La Pass (5200 m) (circuito) | <200 m | 42 km | Carpenter Matt (USA) | 3h22’25” |
| 6 ottobre 1996 | Tingri (4200 m) (circuito) | <200 m | 42 km | Carpenter Matt (USA) | 3h06’43” |
| 7 ottobre 1998 | Tingri (4200 m) (circuito) | <200 m | 42 km | Carpenter Matt (USA) | 2h52’57” |
Tabella E
I risultati delle sei Everest Skymaraton.
Il percorso dell’edizione del 1998, risultato più lungo di 400 metri rispetto a quello della precedente (1996), è stato omologato da Hugh Jones (vincitore nel 1982 della Maratona di Londra in 2 h 9 min 24 s) della AIMS (Association of International Marathons and Distance Races). La misurazione del percorso a quota 4.300 m è stata, per gli specialisti delle corse da strada, la prima assoluta nel suo genere. Il cronometraggio è stato curato dalla Federazione di Atletica Leggera Cinese. Di seguito, sono riportate alcune informazioni sullo svolgimento e le classifiche di tutte le Everest Skymarathon.
Prima Everest Skymarathon, 2 ottobre 1992
Partenza da Milano il 22 settembre per Kathmandu. Arrivo a Lukla il 25, trekking fino a Namche Bazar in due giorni. Acclimatazione a Namche Bazar (3.440 m) per tre giorni. A Namche sono reclutati tre giovani Sherpa che partecipano ad alcuni test e alla gara del 1 ottobre. Partenza da Thyangboche (3.867 m), lungo il sentiero che conduce al campo base dell’Everest, passando per Pherice (4.280 m) e Lobuche (4.940 m), quindi prendendo una valle a sinistra si arriva al Laboratorio Piramide del CNR (5.050 m), superato il quale, a quota 5.313 m, era posto il punto di controllo che corrispondeva anche all’inizio della ridiscesa per lo stesso percorso.
Questo, dopo aver raggiunto Thyanboche (3.687 m), proseguiva verso Namche Bazar, dove era posto il traguardo (3.446 m). La lunghezza complessiva della prova era di 45,7 km (21 km in salita e 24,7 km in discesa). Nella figura 1 il percorso della prima Everest Skymarathon, nella tabella F la classifica.

Figura 1
Il percorso della prima Everest Skymarathon.
| Pos. | Nome | Età | Tempo salita | Tempo totale | FC max | FC media salia | FC media discesa | Lattato mM | PA post gara |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Greco Adriano* (ITA) | 35 | 2h43’30” | 5h39’39” | 163 | 146 | 149 | 1.65 | 112/55 |
| Meraldi Fabio* (ITA) | 27 | 2h43’00” | 177 | 162 | 162 | 0.98 | 118/84 | ||
| 3 | Zangbu Neru (NEP) | 24 | 2h46’03” | 6h08’37” | 180 | 165 | 164 | 2.25 | – |
| 4 | Ang Nima (NEP) | 25 | – | 6h30’59” | 192 | 183 | 160 | 2.27 | – |
| 5 | Fanetti Bruna (ITA)# | 32 | 3h05’00” | 7h25’23” | 170 | 158 | 152 | 1.75 | 126/85 |
| 6 | Rozzi Sergio (ITA) | 40 | – | 8h13’49” | 153 | 140 | 100 | 2.15 | 106/66 |
| 7 | Tsering Nima (NEP) | 25 | 2h43’50” | 8h34’13” | – | – | – | – | – |
| Giacometti Marino (ITA)§ | 41 | – | 8h34’13” | 168 | – | – | – | 107/80 |
Tabella F
Classifica della prima Everest Skymarathon. *Ex equo. # Prima e unica donna partecipante. § Marino Giacometti, come organizzatore e responsabile della prova, ha seguito il ritmo di Nima Tser fino al traguardo. FC: frequenza cardiaca misurata con il mitico Polar PE3000. PA: pressione arteriosa
misurata all’arrivo (mmHg).
Nelle figure 2 e 3 la frequenza cardiaca (h.r.) di Fabio Meraldi e di Neru Zangbu durante la Prima Everest Marathon (1992).

Figura 2
La frequenza cardiaca (h.r.) di Fabio Meraldi durante la Prima Everest Marathon (1992).
Figura 3
La frequenza cardiaca (h.r.) di Neru Zangbu durante la Prima Everest Marathon (1992).
Seconda Everest Skymarathon, 5 ottobre 1993
Partenza da Milano il 21 settembre 1993 alla volta di Kathmandu (1.355 m) dove i partecipanti sono rimasti tre giorni, quindi volo in Tibet a Lhasa (3.650 m). Dopo due notti a Lhasa, si è proseguito in pullman verso Tingri (4.360 m) in circa 8 giorni, utili per l’acclimatazione (V). Il ritorno si è effettuato il giorno dopo la gara, in pullman, raggiungendo Kathmandu attraverso la frontiera di Zhagmu (2.300 m). Il percorso di gara era lungo 42.195 km si sviluppava sull’altopiano attorno a Tingri, verso l’antica pista che porta al campo base dell’Everest.
Autore: Giulio Sergio Roi.
L’articolo è stato pubblicato sul numero 33 di Scienza&Sport (2017).


