Abbiamo dedicato la copertina di questo primo numero dell'anno a uno sport invernale, lo snowboard. Specialità sportiva ripresa poi anche all'interno della rivista dall'articolo di Matteo Artina.

Leggi l'abstract: 

L’approccio metodologico scientifico al mondo dello Snowboard è complesso per la carenza di studi specifici, mancata ricerca in ambito fisiologico e tantomeno scarsa descrizione del modello prestativo.Per avere un approccio metodologico nella preparazione fisica è necessario studiare le caratteristiche intrinseche del gesto tecnico e osservarne le peculiarità biomeccaniche. La presenza di calzature rigide provoca differenze nei movimenti tra le due discipline olimpiche, Snowboard Cross e lo Snowboard Alpino, rispettivamente caratterizzate da scarponi “soft” e “hard”. Nella scelta degli esercizi da proporre agli atleti è necessario considerare i movimenti specifici che questi sono chiamati a compiere durante un’azione di gara. Il profilo biomeccanico dei movimenti può essere descritto secondo il criterio della “dominanza articolare”, individuando l’articolazione che compie l’escursione di movimento alla quale si può attribuire il maggior contributo nella produzione del vettore di forza durante un esercizio o i movimento degli arti inferiori. Da qui alcuni spunti pratici inerenti agli esercizi base di sviluppo della forza.

Lo sci alpino è una disciplina caratterizzata da uno sforzo relativamente breve, ma con elevati livelli di contrazione muscolare prevalentemente di tipo eccentrico e isometrico. Questa tipologia di attività può temporaneamente portare a parziale ischemia muscolare, inducendo una più rapida affaticabilità periferica.

Gli sciatori di Coppa del Mondo riescono a limitare l’insorgenza della fatica neuromuscolare grazie a una buona capacità di sostenere elevati livelli di contrazione eccentrica.

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