La rivista Scienza&Sport, in collaborazione con Il Nuovo Calcio, vi dà appuntamento sabato 17 marzo dalle 9.00 alle 14.00 a Milano per il convegno dal titolo “Calcio. La fatica e le strategie di recupero”. Diversi esperti tratteranno l’argomento sia dal punto di vista scientifico sia da quello pratico, con indicazioni utili per i professionisti e per chi opera nei dilettanti. Molto interessante, poi, il confronto con una disciplina come il rugby, maestra sotto tali aspetti. Oltre alle premiazioni dei vincitori del nostro premio Icaro Enrico Arcelli, sarà presentato il 3° Indispensabile di Scienza&Sport, scritto da Ermanno Rampinini, proprio sulla fatica. Il convegno è gratuito per tutti coloro che acquisteranno un libro o l’abbonamento annuale a Scienza&Sport.

  • 17 Marzo 2018 - 17 Marzo 2018
  • Milano, Hotel Melia, Via Masaccio 19 (Fermate MM1 Lotto e MM5 Lotto)

Per l'ottavo anno la nostra rivista promuove il "Premio Icaro" per le migliori tre tesi in lingua italiana presentate da laureati in Scienze Motorie e Fisioterapia. 

Coppa del Mondo di Biathlon (Foto: Italy Photo Press)

Letto e Commentato

Letto e commentato
Il massimo consumo di ossigeno (VO2max) viene generalmente utilizzato come riferimento per misurare l’efficienza del meccanismo aerobico sia per gli sportivi sia per le persone sedentarie. Circa 80 anni fa, per la prima volta è stato sottolineato il legame tra performance di endurance e VO2max (Robinson et al., 1937) e oggi è generalmente riconosciuto il fatto che un alto valore di VO2max costituisce un elemento chiave per la prestazione di atleti d’élite che praticano sport di endurance (Bassett & Howley, 2000; Bosquet et al., 2002; Levine, 2008). Alcuni studi hanno evidenziato una forte relazione tra i livelli di VO2max e la performance di endurance quando si analizza un campione di soggetti con un livello prestativo eterogeneo (ovvero con una notevole differenza prestativa tra i migliori e i peggiori – Foster et al., 1978; Esfarjani & Laursen, 2007).

(Foto: Michele Tusino)

News

Alimentazione

Ci sono numerose ricerche sul beneficio degli omega-3 da olio di pesce riguardo al miglioramento delle prestazioni sportive (Sears, 2017) e alla riduzione del rischio di infortuni. Parallelamente stanno emergendo anche numerosi studi sul beneficio dei polifenoli nello sport, in particolare in quelli di endurance. A differenza degli omega-3 che possiedono un effetto maggiormente diretto nella riduzione dell’infiammazione, i polifenoli invece agiscono a livello di attivazione genica che conduce a una maggior efficienza mitocondriale e a un aumento del flusso sanguigno che permette un incremento dell’ossigenazione ai mitocondri.

In particolare, la sostituzione dei mitocondri danneggiati con mitocondri appena sintetizzati è una funzione fondamentale per favorire la longevità, ovvero rallentare il fisiologico invecchiamento dell’organismo e migliorare la prestazione. Questo accade poiché i mitocondri forniscono l’85-95% dell’energia a una cellula. Pertanto, maggiore è l’efficacia dei mitocondri, migliore potrebbe essere la prestazione atletica. E, anche in questo caso, l’alimentazione si rivela un ulteriore marginal gain.

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Matteo Rizzo (Credit: Mattia Giacomello)

Psicologia

La psicologia scende in pista
È noto a tutti come la prestazione di un atleta possa peggiorare in contesti potenzialmente stressanti, come un’esibizione pubblica o una competizione. I fattori psicologici alla base di questo degrado della prestazione sono oggetto di studio della psicologia dello sport. In questo articolo riassumiamo lo stato dell’arte delle ricerche scientifiche condotte sui pattinatori, con particolare riguardo allo stato di attivazione psicofisica, alla personalità dell’atleta e al suo focus attentivo.

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Lo sci alpino è una disciplina caratterizzata da uno sforzo relativamente breve, ma con elevati livelli di contrazione muscolare prevalentemente di tipo eccentrico e isometrico. Questa tipologia di attività può temporaneamente portare a parziale ischemia muscolare, inducendo una più rapida affaticabilità periferica.

Gli sciatori di Coppa del Mondo riescono a limitare l’insorgenza della fatica neuromuscolare grazie a una buona capacità di sostenere elevati livelli di contrazione eccentrica.

Foto: Italy Photo Press

Triathlon

Il periodo invernale è quello ideale per gettare le fondamenta per la stagione alle porte. È sicuramente indispensabile, sia per i triatleti d’élite sia per quelli amatori, una pausa rigenerante. Poi si deve lavorare essenzialmente su 3 caposaldi, ovvero: metabolico, forza e miglioramento della tecnica.

In uscita in questi giorni il primo numero del 2018, un traguardo di tutto rispetto: con questo numero, il 37esimo, la nostra rivista Scienza&Sport entra nel suo decimo anno di vita. Trentasette numeri in cui abbiamo cercato di coniugare la pratica da campo con la scienza, in cui abbiamo fatto “cultura”, in cui abbiamo trattato diverse discipline sportive, dalle più conosciute alle meno considerate, per arrivare a quelle che sono sulla bocca di tutti solo in occasione di un grandissimo evento. Evento come le Olimpiadi invernali di febbraio, a cui sono dedicati diversi articoli su questo numero. Si parlerà di sci alpino, di psicologia nel pattinaggio, di valutazione e, come avrete sicuramente notato, la copertina è dedicata alla nostra portabandiera, Arianna Fontana, specialista nello short track, già vincitrice di 5 medaglie in 3 edizioni consecutive dei Giochi. Vogliamo anche incentrare l’attenzione su due iniziative di aggiornamento che abbiamo preparato per questo trimestre: la prima è il terzo convegno di Scienza&Sport, che si terrà il 17 marzo presso l’hotel Melià, dal titolo “Calcio. La fatica e le strategie di recupero”. Parteciperanno preparatori ed esperti di movimento umano di riconosciuta fama: da Ermanno Rampinini (Mapei) a Maurizio Fanchini (Sassuolo), da Antonio Gualtieri (Juventus) a Gianbattista Venturati (Chievo), da Luca Gatteschi (Nazionale Under 21) ad Alberto Dolci (consulente di MilanLabe “biochimico” dell’Università di Milano). In più, da non perdere la relazione di Giorgio Da Lozzo, allenatore fisico della Benetton Rugby, che porterà l’esperienza di chi è all’avanguardia nel recupero della fatica post gara. In questa occasione vi sarà, come di consueto la premiazione dei vincitori del 3° Premio Icaro. La seconda iniziativa, invece, sarà la presentazione del 3° Indispensabile di S&S scritto proprio da Ermanno Rampinini, dal titolo “La fatica nel calcio”, un testo assolutamente da non perdere.

Prevenzione, questo l'argomento dell'articolo di Mauro Testa che ci parla dell'importanza della moblità del bacino nella prevenzione degli infortuni e di come una ridotta mobilità possa alterare funzione e lunghezza di molti gruppi muscolari.

Abstract: il bacino è una struttura chiave nella valutazione biomeccanica del movimento umano. Eventuali riduzioni di mobilità possono alterare la funzione e la lunghezza di molti gruppi muscolari sia degli arti superiori che inferiori.
Descriviamo un test che analizza sia la mobilita dell’articolazione sacro iliaca sia di quella lombo sacrale e che ci permette di valutarla rispetto a quella toracica e cervicale. Usiamo nel test lo strumento del sit and reach e una pedana di pressione.

In questo articolo, Elena Casiraghi si occupa del metabolismo energetico in una partita di calcio e come migliorare l'efficienza energetica dei calciatori.

Abstract: gli sport di squadra prevedono l’esecuzione di movimenti intermittenti eseguiti ad alta intensità per un periodo prolungato (circa 1-2 ore). La prestazione in questo tipo di discipline sportive è dipendente da una combinazione di sistemi energetici di tipo aerobico e anaerobico. Entrambe sono realizzabili grazie alla presenza di glucosio a livello ematico e del glicogeno contenuto nei muscoli come principali fonti di energia. E’ il caso del gioco del calcio in cui l’ingestione dei carboidrati prima e durante la partita ha dimostrato aumentare l’efficienza dell’esercizio intermittente ad alta intensità. Al fine di garantire un aumento della performance ed una riduzione della fatica muscolare, però, è fondamentale scegliere con attenzione i carboidrati da assumere prima e durante l’esercizio ed il loro timing di consumo. In questo articolo non viene preso in considerazione l’aspetto dell’idratazione ma esclusivamente quello energetico.

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