In questo primo numero del 2020 abbiamo voluto dedicare la copertina a Lewis Hamilton che ha conquistato il suo sesto Mondiale piloti. Nella rivista, invece, potete leggere l'interessante articolo di Maurizio Fornara e Paola Vago sulla capacità di reazione e il suo allenamento per i piloti. Spesso ci si dimentica che anche loro sono atleti ma noi, adetti ai lavori, sappiamo bene che dietro la prestazione di qualsiasi sportivo c'è un lavoro determinante per migliorare e raggiungere i propri traguardi.

Leggi l'abstract:

L’automobilismo sportivo è una delle discipline maggiormente impegnative a livello fisico e mentale, ma per molti anni i piloti non sono stati considerati veri e propri atleti ed ancora oggi alcuni non li reputano tali, motivo per cui sono stati raramente oggetto di studio. Oggi possiamo finalmente confermare che i piloti sono atleti a tutti gli effetti e che gli allenamenti a cui sono sottoposti non servono solo per migliorare la prestazione di guida, ma anche per garantire la loro sicurezza e quella dei loro colleghi.

Una buona preparazione fisica e mentale sono alla base per compiere una scalata di un 8163 metri in completo stile alpino e senza l’ausilio dell’ossigeno supplementare. Donatella Polvara, nel suo articolo uscito su Scienza&Sport di gennaio, ci parla di come il supporto di un’ alimentazione adeguata con consigli nutrizionali mirati, l’uso di L-carnosina, caffeina, aglio iniziato due mesi prima dell’ impresa e il mix di carboidrati a lento ed immediato rilascio utilizzati durante la scalata hanno coadiuvato la fase di acclimatamento, garantendo l’apporto energetico ottimale per le attività cerebrali e muscolari mantenendo nel tempo della pura scalata la performance fisica.

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Un sistema standardizzato e valido di alimentazione in altissima quota è utile per supportare l’alpinista durante il periodo di acclimatamento, per evitare il calo di forze,mantenere efficiente l’attenzione cerebrale, limitare la formazione di acido lattico a livello muscolare e quindi avere costanti nel tempo le prestazioni, incrementando l’efficienza di scalata e riducendo i tempi per raggiungere la vetta. Così diminuisce pure il rischio di disidratazione, congelamento e perdita delle attività cerebrali oltre la Death Line. Il progetto di studio ha visto nel mese di ottobre 2016 un uomo di 33 anni scalare il Manaslu (8.163 m) in solitario senza l’ausilio dell’ossigeno supplementare e raggiungere la vetta, in completo stile alpino, utilizzando un’alimentazione basata sui diversi princìpi nutrizionali. L’alpinista ha superato la fase di acclimatamento e quella di recupero tornando al campo base senza riportare danni fisici, dovuti al freddo e alle condizioni estreme.

 

Scienza&Sport inizia questo nuovo anno di pubblicazione con un restyling grafico che speriamo possa riscontrare il gradimento dei nostri lettori. La prima copertina del 2020 l'abbiamo voluto dedicare a Lewis Hamilton, che ha conquistato il suo sesto mondiale piloti. Tra l'altro, nella rivista si trova un interessante articolo di Maurizio Fornara e Paola Vago sulla capacità di reazione e il suo allenamento per i piloti. Spesso ci si dimentica che anche loro sono degli atleti ma noi addetti ai lavori sappiamo che dietro la prestazione di qualsiasi sportivo c'è un lavoro determinante per migliore e raggiungere i propri traguardi. Altri articoli sono dedicati agli sport pallamano, tennis, pallacanestro mentre diversi contributi si occupano di allenamento in generale. Nell'articolo sul tema alimentazione, invece, Donatella Polvara ci parla di come mantenere la performance durante l'alpinismo estremo.

Naturalmente non mancano i contributi "Letto e Commentato" e "Speciale Icaro 2019" mentre da questo numero abbiamo inserito la nuova rubrica "La finestra su Il Nuovo Calcio". Per  "I nostri appuntamenti", invece, proponiamo il report del nostro corso GPS tenutosi con grande successo di partecipazione agli inizi di novembre a Milano. Infine, ricordiamo a tutti il 5° Convegno Scienza&Sport che si svolergà il prossimo 28 marzo a Milano. Informazioni dettagliate a partire da metà febbraio su questo sito.

I giochi di squadra sono caratterizzati da numerosi fattori che sono determinanti ai fini di un’ottimale prestazione. Tra questi la componente lattacida e la performance cognitiva sono senza dubbio due elementi che possono fare la differenza tra due giocatori del medesimo ruolo.  In questo articolo, Elena Casiraghi ci offre una panoramica su differenti modi di integrazione alimentare che possono essere di supporto ai calciatori. Lo stesso tema viene analizzato in dettaglio dall'autrice nel suo nuovo libro "STRATEGIE NUTRIZIONALI NEL CALCIO", uscito a fine ottobre nella collana "Gli Indispensabili di Scienza&Sport".

Leggi l'abstract: L'utilità di assumere degli integratori specifici per il calciatore per incrementare la sua performance. Si parlerà dell'importanza della creatina e dei suoi dosaggi, della beta-alanina e del bicarbonato di sodio. Inoltre, si spiegherà perchè la caffeina, assunta con le corrette modalità in diverse forme, abbia dei benefici importanti. Attenti sempre però alle realzioni intestibali dei singoli individui.

Letizia Conti, Moreno Martinelli e Paola Vago ci parlano in questo articolo della resilienza, uno dei concetti più complessi e controversi della psicologia contemporanea. Questo termine deriva dal verbo latino resalio che veniva utilizzato degli antichi romani per descrivere il risalire a bordo di un’imbarcazione dalla quale si era stati sbalzati fuori a causa di un’improvvisa tempesta. È un’immagine molto appropriata per connotare la specifica capacità di quegli individui che non perdono mai la speranza di superare le avversità, ma continuano a combattere.

Leggi l'abstract: La resilienza è una capacità fondamentale per riprendersi in seguito a gravi traumi e avversità della vita ed infortuni, ostacoli e sconfitte che si presentano durante la carriera sportiva di ogni atleta. Questo articolo si propone di presentare uno studio completamente innovativo dal punto di vista metodologico per analizzare tutti gli aspetti caratteristici di questo fenomeno nel tennis e nel tennis in carrozzina.

 

Scienza&Sport parla nel nuovo numero autunnale di un tema particolare: nella rubrica "Allenamento", gli autori Ismaele Morabito e Andrea Piccinno si occupano del ruolo della preparazone fisico negli astronauti. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha posto l'accento non solo sulla prestazione degli atleti ma anche sull'allenamento fisico professionale. Alcune figure professonali, come forze dell'ordine, vigili, militari, non sono diverse dagli atleti e, proprio come avviene nello sport, è fondamentale analizzare e identificare le richieste che caratterizzano la proprio professione.

 

Leggi l'abstract: L'esposizione alla microgravità, durante il volo nello spazio, determina un indebolimento del sistema cardiovascolare e neuromuscolare, che porta a una declino dei livelli di physical fitness. L'allenamento fisico negli astronauti viene utilizzato come un'effettiva contromisura a tali adattamenti per ottimizzare la performance e preservare lo stato di salute sia durante la missione sia al ritorno sulla terra.

Sono undici anni che Scienza&Sport cerca di fare informazione e formazione. Che prova a rendere pratico ciò che dice la scienza attraverso le sue ricerche, a volte non troppo vicine al campo. La nostra missione di sempre, infatti, è stata proprio quella di fare una “divulgazione di qualità”: di questo va dato merito a tutti gli autori che da oltre un decennio si sono alternati sulle pagine della nostra rivista. In questo numero che chiude l’anno solare, insieme al classico “Sommarione” che vi permette di vedere i titoli di tutti i nostri articoli, abbiamo voluto incentrare l’attenzione sulla disciplina più seguita, praticata e con più evidenze scientifiche in merito: il calcio. Con alcune “chicche” extra-settore: la preparazione fisica negli astronauti di Ismaele Morabito e Andrea Piccinno e la resilienza nello sport di Letizia Conti (con Moreno Martinelli e Paola Vago), che trae spunto da una sua ricerca su tennis e disabilità.

Sempre collegato al nostro fine ultimo, quello di “rendere la scienza alla portata di tutti”, Elena Casiraghi, nostra storica collaboratrice, ha ultimato il Quarto Indispensabile di Scienza&Sport, disponibile tra pochi giorni, dal titolo “Strategie nutrizionali nel calcio. Favorire la salute, migliorare la performance”. Un testo, di facile lettura, che prende spunto dalla scienza per dare utili consigli alimentari per la prestazione a tutti coloro che si occupano di calcio, dall’allenatore al preparatore, dal calciatore (giovane o adulto) al genitore.

 

Il Premio Icaro, dedicato a Enrico Arcelli per ricordare con stima e gratitudine un maestro di scienza dello sport che ha sempre avuto a cuore il futuro delle nuove generazioni, festeggia quest’anno la 10° edizione.

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In questo articolo Rodolfo Lisi parla della pratica del nuoto per pazienti affetti da patologie deformanti della colonna vertebrale. Quali sono i miti e i tabù da sfatare?

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In passato, un ragazzo scoliotico era tenuto a orientare la sua futura formazione fisico-motoria e sportiva soprattutto verso le discipline natatorie, alle quali venivano attribuite notevoli proprietà terapeutiche. L’evidenza scientifica non supporta l’assunto. Alcune ricerche (Geyer, 1986; Vercauteren, 1982) hanno infatti dimostrato l’infondatezza di tale convinzione. In sintesi, il nuoto esclude qualsiasi ricostruzione posturale per l’impossibilità di far leva su punti fissi statici e stabili di riferimento e, meccanicamente, non consente di controllare le torsioni del rachide, le inevitabili antiversioni del bacino e le altrettanto inevitabili forze vettoriali a trazione dei muscoli del dorso.

Per questo numero abbiamo pensato di incentrare l’attenzione su quelle discipline che sono favorite dalle condizioni climatiche. Ad esempio, il ciclismo al quale abbiamo dedicato la copertina, in particolar modo a Richard Carapaz, vincitore del Giro d’Italia 2019. Inoltre, l’editoriale è stato scritto dal triatleta Daniel Fontana. Daniel, naturalizzato italiano, un campionissimo dell’Iroman, pone l’attenzione su ciò che può offrire la bicicletta. Sicuramente benessere, piacere di stare all’aperto, spostamenti rapidi in città sempre più caotiche… insomma un mezzo ecologicamente fantastico che dona a chiunque, a prescindere dall’età, dai bambini agli anziani, la libertà di muoversi… anche in mezzo alla natura.
E l’estate è il momento ideale per “pedalare”. Sempre sul ciclismo, molto interessante l’articolo di Matteo Azzolini sulla “Quantificazione del carico di allenamento e della performance”.  Questo periodo si presta molto all’approfondimento di varie tematiche in vista dell’inizio stagione per diverse discipline: consigliamo due articoli sulla gestione dello stress e sull’importanza del sonno per un recupero ottimale. Infine, chi si occupa di calcio non perda il nostro classico “Letto&Commentato” di Ermanno Rampinini, che vi propone approfondimenti legati alle ultime ricerche dedicate allo sport: “Effetto della fatica indotta da una simulazione di partita sulla funzionalità neuromuscolare e sull’equilibrio” l’ultima sua “rilettura”.

 

SCIENZA&SPORT N. 43 LUGLIO / JULY 2019 - ABSTRACT (ITA/ENG)

 

TITOLO ARTICOLO/TITLE ARTICLE

AUTORE/AUTHOR

 

PAG.

ABSTRACT

Quantificazione del carico di allenamento e della performance

 

 

 

 

 

 

Quantification of training load and performance

Matteo Azzolini

 20-24

Diversi metodi sono stati proposti da allenatori e ricercatori per quantificare il carico di allenamento: il volume (chilometri o ore), la sRPE, la frequenza cardiaca (TRIMP) e la potenza (avg power, NP and TSS). La relazione “dose-risposta” tra allenamento e performance può essere indagata attraverso l’uso di differenti modelli matematici (il Banister performance model, la multiple regression analysis e il linear mixed model), che richiedono la quantificazione del carico di allenamento e gara.

Different methods were proposed by trainers and scientists in order to quantify the training load. They have used training volume (kilometers and hours), sRPE, heart rate (TRIMP) and recently power meter (avg power, NP and TSS). Quantification of training load is required in order to find the relationship between training load and performance and a variety of mathematical models were developed to do that such as Banister performance model, multiple regression analysis and linear mixed model.

Il nuoto nelle scoliosi. Miti e tabù da sfatare

 

 

 

 

 

 

 

 

Swimming and scoliosis. Myths and taboos to dispel

Rodolfo Lisi, Paolo Raimondi, Carmelo Giuffrida

26-33

In passato, un ragazzo scoliotico era tenuto a orientare la sua futura formazione fisico-motoria e sportiva soprattutto verso le discipline natatorie, alle quali venivano attribuite notevoli proprietà terapeutiche. L’evidenza scientifica non supporta l’assunto. Alcune ricerche (Geyer, 1986; Vercauteren, 1982) hanno infatti dimostrato l’infondatezza di tale convinzione. In sintesi, il nuoto esclude qualsiasi ricostruzione posturale per l’impossibilità di far leva su punti fissi statici e stabili di riferimento e, meccanicamente, non consente di controllare le torsioni del rachide, le inevitabili antiversioni del bacino e le altrettanto inevitabili forze vettoriali a trazione dei muscoli del dorso.

In the past, a scoliotic child was forced to direct his future physical-motor and sports training especially towards swimming disciplines, to which remarkable therapeutic properties were attributed. Scientific evidence does not support this assumption. Some research (Geyer, 1986; Vercauteren, 1982) has indeed shown the groundlessness of this belief. In short, swimming excludes any postural reconstruction due to the impossibility of leveraging on static and stable reference points and, mechanically, it does not allow to control the torsions of the spine, the inevitable foreversions of the pelvis and the unavoidable vector forces pulling back muscles.

Valutazione funzionale nel pattinaggio artistico a rotelle.

 

 

 

 

 

 

Functional evaluation in artistic roller skating.

 

 

Alex Buoite Stella, Paola Vago

34-39

Il pattinaggio artistico a rotelle è uno sport in cui gli atleti sono caratterizzati da un carico di allenamento intenso, specialmente per gli atleti di élite. Per meglio comprendere le caratteristiche fisiologiche e biomeccaniche di questi atleti, è stata svolta una ricerca della letteratura da cui è stato possibile identificare un’analisi del profilo antropometrico, e l’attivazione neuromuscolare durante l’esecuzione di alcuni salti. Sono state poi incluse due tesi di laurea sull’efficacia di un allenamento bilaterale, e la prevalenza di sintomi di lombalgia.

Artistic roller skating is a sport in which athletes are characterized by an intense training load, especially elite athletes. To better understand the physiological and biomechanical characteristics of these athletes, a literature search was carried out from which it was possible to identify an anthropometric profile analysis, and neuromuscular activation during the execution of some jumps. The results of two dissertations on the effectiveness of bilateral training, and the prevalence of low back pain symptoms, were then included.

La gestione di un periodo congestionato di partite ufficiali nei dilettanti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The management of a congested period of official matches in amateurs

 

Antonio La Torre, Ennio Belli, Jacopo Antonino Vitali

40-49

Le esigenze di prestazione nel calcio sono in continua evoluzione, sia a livello professionistico sia nei dilettanti. Negli ultimi anni, la vera sfida è sempre più quella di recuperare al meglio durante un periodo di impegni ufficiali ravvicinati. Ma se nel calcio d’élite, nella maggior parte dei casi, vengono in aiuto agli staff tecnico-sanitari maggiori disponibilità economiche per mezzi di allenamento e recupero, in quello sub-professionistico può essere più complicato recuperare al meglio in poco tempo con soluzioni low-cost. La strategia più corretta è sempre quella di attenersi alle evidenze scientifiche per affrontare questo tipo di sfida. Vedremo, quindi, come una squadra di serie D si è occupata della gestione delle settimane con turno infrasettimanale, rispetto alla cosiddetta “settimana tipo”, in termini di dosaggio di carichi e delle strategie di recupero evidence-based.

Demands of performance in football are constantly evolving, both for professionals and amateurs. In recent years, the real challenge is increasingly to recover at best during a period of official games every few days. But if in elite football, in most cases, the greater financial resources available for training and recovery represent a great help for technical&medical staff, in the sub-professional categories it can be more complicated to recover at best in short time with low–cost solutions. The most correct strategy is always to stick to scientific evidence to face this type of challenge. We will see, therefore, how a Serie D team dealt with the training schedule with a midweek shift, compared to the so-called "typical week", in terms of load dosage and evidence-based recovery strategies.

Relazioni tra abilità coordinative, capacità aerobica e anaerobica in giovani calciatori d’élite

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Relationships between coordination skills, aerobic and anaerobic capacity in young elite footballers

Francesco Campa, Luca Benedetti, Paolo Aiello, Stefania Toselli

50-54

L’obiettivo di questo studio era quello di valutare le associazioni tra abilità coordinative, capacità aerobica e anaerobica in giovani calciatori d’élite. Settantanove calciatori (età 11.9  0.8 anni) tesserati con la Società calcistica F.C. Bologna 1909 sono stati testati per valutare le abilità coordinative generali, le capacità aerobiche e quelle anaerobiche. I risultati hanno mostrato un’associazione tra centimetri raggiunti in altezza nel test contermovement squat jump (r=-0.365, p<0.01), secondi impiegati negli sprint sui 15 metri (r=0.321, p<0.05), distanza percorsa nello Yo-Yo test (r=-0.642, p<0.001) e secondi impiegati nel completare il test di Harre. In conclusione, migliori capacità coordinative generali sono associate a physical performance ottimali nei giovani calciatori d’élite.

The aim of this study was to evaluate the associations between coordination skills, aerobic and anaerobic capacity in young elite footballers. Seventy-nine footballers (age 11.9 +/- 0.8 years) registered with the F.C. Bologna 1909 were tested to evaluate general coordination skills, aerobic and anaerobic abilities. The results showed an association between centimeters reached in height in the contermovement squat jump test (r = -0.365, p <0.01), seconds used in sprints on 15 meters (r = 0.321, p <0.05), distance covered in Yo- Yo test (r = -0.642, p <0.001) and seconds used to complete the Harre test. In conclusion, better general coordination skills are associated with optimal physical performance in young elite footballers.

Balance training per la prevenzione degli infortuni nel calcio giovanile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Balance training for the prevention of injuries in youth football

Giuseppe Rubano

56-60

Il calcio data la sua popolarità vede un aumento dei partecipanti con età inferiore ai 18 anni. Benché praticare attività sportiva in forma organizzata, come il calcio, presenti effetti positivi sulla salute dei partecipanti in termini di incremento dell’efficienza fisica, si contrappongono una serie di problematiche come lo sviluppo delle “asimmetrie”. Tale condizione, qualora superi valori soglia fissati al 15%, può incidere sull’insorgenza di eventi traumatici di natura indiretta. Nell’ambito della strutturazione di programmi di training orientati alla prevenzione dei traumi da non contatto, il “Balance” rappresenta il mezzo idoneo per perseguire questo obiettivo, prevenendo l’insorgenza di possibili lesioni derivanti da traumi da non contatto e nello stesso tempo incrementando i livelli prestativi dei giovani atleti.

Football, given its popularity, sees an increase in participants under the age of 18. Although practicing sports activities in an organized form, such as football, has positive effects on the health of the participants in terms of increasing physical efficiency, a number of problems contrast with it, such as the development of "asymmetries". This condition, if it exceeds threshold values set at 15%, can affect the onset of indirect traumatic events. As part of the structuring of training programs aimed at the prevention of non-contact trauma, the "Balance" represents the suitable means to pursue this goal, preventing the onset of possible injuries resulting from non-contact trauma and at the same time increasing the performance levels of young athletes.

Valutazione del carico esterno in esercitazioni 10 vs 10 in differenti dimensioni di campo in confront alla partita in calciatori U16 di alto livello

 

 

 

 

Evaluation of the external load in 10 vs 10 exercises in different field sizes compared to the game in high level U16 players

Daniele Maggioni, Andrea Riboli

62-65

Le esercitazioni in campo ridotto sono ampiamente utilizzate come proposte allenamenti che, attraverso il gioco, possono essere usate a qualsiasi età e a tutti i livelli. Inoltre, integrano sia la componente tecnico-tattica sia quella fisico-atletica, simulando la richiesta cinematica e fisiologica della partita. Nello studio svolto sarà evidenziata una valutazione del carico esterno in esercitazioni 10vs10 in differenti dimensioni di campo di contro a una partita in calciatori U16 di alto livello.

The small-field exercises are widely used as proposed training which, through the game, can be used at any age and at all levels. Furthermore, they integrate both the technical-tactical and the physical-athletic components, simulating the kinematic and physiological request of the game. In the study carried out an evaluation of the external load will be highlighted in 10vs10 exercises in different field sizes against a game in high-level U16 players.

Monitoraggio dell’allenamento nel calcio giovanile mediante strumentazione GPS e metodo sRPE

 

 

Monitoring of training in youth football using GPS equipment and the sRPE method

Francesco Pastorelli

66-72

Il monitoraggio in modo affidabile dell’allenamento è un aspetto fondamentale per ogni allenatore. Questo non sempre risulta possibile a causa dei costi elevati delle strumentazioni o della mole di tempo da impegnare nell’analisi dei dati. La possibilità di una alternativa valida e di semplice utilizzo come il metodo sRPE potrebbe essere di grande utilità per gli addetti ai lavori.

Reliable monitoring of training is a fundamental aspect for every coach. This is not always possible due to the high costs of the instruments or the amount of time to be spent on data analysis. The possibility of a viable and easy-to-use alternative such as the sRPE method could be of great use to professionals.

Ciclo del Passo, analisi e interpretazione con tecnologia markerless

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

Pitch cycle, analysis and interpretation with markerless technology

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Andrea Ceresoli, Renato Caporro, Roberto Russo, Marco Gidoni

74-81

Il cammino, schema motorio di base, si modifica nell’arco della vita in seguito all’ambiente e alle esperienze pregresse di ciascun individuo. Essendo un gesto ciclico, si caratterizza all’interno di un solo ciclo del passo, definito l’unità funzionale di riferimento dell’analisi del cammino. Si suddivide in due fasi distinte: Fase di Appoggio (Stance) e Fase di Trasferimento (Swing). In questo trattato prenderemo in considerazione il Walker View, un treadmill medicale utilizzato sia in ambito riabilitativo sia sportivo, che permette di eseguire una Gait Analysis in 30 secondi. Esso è dotato di 8 celle di carico e di telecamera volumetrica che permettono un’analisi cinematica e biomeccanica del cammino (R.O.M, oscillazione C.O.G). Attraverso un case report verrà illustrato come grazie a tali strumentazioni tecnologiche il “terapista 2.0” sarà in grado di oggettivare il punto di partenza e programmare il percorso terapeutico e di training più congruo alle esigenze del soggetto.

The path, the basic motor pattern, changes throughout life as a result of the environment and the previous experiences of each individual. Being a cyclical gesture, it is characterized within a single cycle of the step, defined as the reference functional unit of the path analysis. It is divided into two distinct phases: Support phase (Stance) and Transfer phase (Swing). In this treatise we will consider the Walker View, a medical treadmill used both in rehabilitation and sports, which allows you to perform a Gait Analysis in 30 seconds. It is equipped with 8 load cells and a volumetric camera that allow a kinematic and biomechanical analysis of the path (R.O.M, C.O.G oscillation). Through a case report, it will be illustrated how thanks to these technological tools the "therapist 2.0" will be able to objectify the starting point and plan the most suitable therapeutic and training course for the needs of the subject.

Stress e prestazione calcistica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stress and football performance

 

 

 

Michele Marro

82-85

La prestazione calcistica negli ultimi vent’anni è profondamente cambiata, numerosi studi hanno riportato un notevole incremento di distanze totali percorse, delle fasi ad alta ed altissima intensità sempre più determinanti ai fini del risultato finale; si può affermare che le richieste fisiche e cognitive fatte al calciatore moderno siano molto maggiori rispetto a vent’anni fa (Castagna C, 2005); a tutto ciò va aggiunto che il numero delle partite in un anno è notevolmente aumentato. Ci troviamo quindi di fronte ad un quadro in cui intensità e volume di lavoro annuali sono quasi raddoppiate. La ricerca scientifica e l’area della metodologia dell’allenamento stanno dedicando molto tempo a cercare di capire quali siano gli interventi migliori al fine di mettere il calciatore nelle condizione di esprimere la massima performance sportiva; ci sono alcuni aspetti chiari, molti altri ancora non del tutto ma su un principio sembrano essere tutti d’accordo: la gestione dello stress è un elemento fondamentale ai fini del risultato finale. Diventa quindi necessario capire cos’è lo stress, come quantificarlo e come intervenire per migliorare la performance.

The football performance in the last twenty years has profoundly changed, numerous studies have reported a significant increase in total distances traveled, of the high and very high intensity phases increasingly crucial for the purpose of the final result; it can be said that the physical and cognitive requests made to the modern footballer are much greater than twenty years ago (Castagna C, 2005); to all this must be added that the number of matches in a year has significantly increased. We are therefore faced with a framework in which annual intensity and volume of work have almost doubled. Scientific research and the area of ​​training methodology are dedicating a lot of time to trying to understand which are the best interventions in order to put the player in a position to express maximum sport performance; there are some clear aspects, many others still not entirely but on one principle they all seem to agree: stress management is a fundamental element for the final result. It therefore becomes necessary to understand what stress is, how to quantify it and how to intervene to improve performance.

Il sonno? Un fattore della prestazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The sleep? A factor of performance

Elena Casiraghi

86-87

Non solo quanto l’atleta dorme ma anche la qualità del suo sonno può influenzare la sua salute e la performance. È ormai scientificamente condiviso che il sonno è un prezioso fattore della prestazione sportiva. Ha la capacità di influenzare il metabolismo energetico, attivare un risparmio di energia, favorire i recuperi tra le sedute, la capacità di memoria, di apprendimento e, non ultimo, il tono dell’umore. In pratica il sonno è vitale. Nel vero senso. Una sua carenza cronica può portare persino alla morte. Il sonno notturno, infatti, è un vero e proprio fattore della prestazione, oltre che della salute fisica. In questo articolo verranno approfondite le corrette abitudini per incrementare la qualità del sonno e le strategie nutrizionali per influenzare positivamente questa delicata e preziosa fase del recupero.

Not only how much the athlete sleeps but also the quality of his sleep can influence his health and performance. It is now scientifically accepted that sleep is a valuable factor in sports performance. It has the ability to influence energy metabolism, activate energy savings, encourage recovery between sessions, memory, learning and, last but not least, mood. In practice, sleep is vital. In the true sense. Chronic deficiency can even lead to death. Night sleep, in fact, is a real factor of performance, as well as physical health. In this article we will explore the correct habits to increase sleep quality and nutritional strategies to positively influence this delicate and precious recovery phase.

Calcio giovanile, gestione dell’ansia e stili attentivi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Youth football, anxiety management and attentional styles

Salvatore Principato

88- 91

Pensieri, emozioni, aspettative, fluttuano con regolarità nella mente di ogni essere vivente, sia nel quotidiano che in ambito sportivo; la mente è quella parte di noi che percepisce, ragiona, acquisisce convinzioni ed esprime valutazioni capaci di orientare comportamenti, azioni e performance. L’obiettivo di questa ricerca è stato quello di verificare se la GeSTIONE dell’ANSIA e l’orientamento dei differenti STILI ATTENTIVI, potessero svolgere un ruolo determinante nel calcio giovanile, fornendo una prestazione agonistica di alto rendimento. L’indagine ha preso in esame un gruppo di 200 adolescenti, di età compresa tra i 13 ed i 14 anni, praticanti “calcio agonistico”: 100 provenienti da società professionistiche e 100 da società dilettantistiche; ai giovani calciatori sono stati contrapposti due gruppi di confronto di coetanei, il primo costituito da 200 adolescenti praticanti SPORTS INDIVIDUALI, il secondo da 200 adolescenti NON SPORTIVI. La ricerca è stata sviluppata attraverso la somministrazione di due test: il TAIS e il POMS.

Thoughts, emotions, expectations fluctuate regularly in the mind of every living being, both in everyday life and in sports; the mind is that part of us that perceives, reasons, acquires convictions and expresses evaluations capable of guiding behaviors, actions and performances. The aim of this research was to verify whether the MANAGEMENT of ANXIETY and the orientation of the different ATTENTIVE STYLES, could play a decisive role in youth football, providing a high performance competitive performance. The survey examined a group of 200 teenagers, aged between 13 and 14, practicing "competitive football": 100 from professional clubs and 100 from amateur clubs; the young players were contrasted by two groups of peer comparison, the first consisting of 200 teenagers practicing INDIVIDUAL SPORTS, the second by 200 NON-SPORTS teenagers. The research was developed through the administration of two tests: the TAIS and the POMS.

Effetto della fatica indotta da una simulazione di partita sulla funzionalità neuromuscolare e sull’equilibrio

 

Effects of football simulated fatigue on neuromuscular function and whole-body response to disturbances in balance

Ermanno Rampinini

92-96

Basato su/based on:

Effects of football simulated fatigue on neuromuscular function and whole-body response to disturbances in balance

Behan FP, Willis S, Pain MTG and Folland JP; Scand J Med Sci Sports, 2018, Dec;28(12):2547-2557
In Collaborazione