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Calcio

Il tema dell’allenamento metabolico nel calcio è affrontato confrontando le evidenze scientifiche in letteratura che propongono esercitazioni di tipo generale e specifico. Questa current opinion ha l’obiettivo di descrivere le potenzialità e i limiti di ciascuna tipologia di proposte pratiche senza individuare un’unica strada metodologica, ma ipotizzando la necessaria integrazione tra contenuti dell’allenamento.

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Scarica qui il documento con il completamento delle bibliografie dei seguenti articoli del n.50 aprile:

 

ALBERTO BOTTER, SIMONE DEBORTOLI

“ACUTE:CHRONIC WORKLOAD RATIO”

PAG. 16

AA.VV.

“L'ALLENAMENTO METABOLICO”

PAG. 42

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Calcio

Nel calcio gli infortuni possono influenzare negativamente sia la prestazione sia l’aspetto economico delle società. Gli autori Davide Pisoni, Francesco Della Villa, Filippo Tosarelli, Matthew Buckthorpe, Furio Danelon e Alberto Grassi presentano questo studio sui meccanismi di infortunio del legamento collaterale mediale del ginocchio nel calcio maschile.

L’infortunio al legamento collaterale mediale (LCM) è il più frequente tra i calciatori professionisti.

Facciamo un po' di numeri:

  • L’incidenza in gara è nove volte più alta  rispetto a quella registrata negli allenamenti 

  • Tra i professionisti, una squadra composta da venticinque giocatori può aspettarsi due infortuni del LCM a stagione

  • Nei calciatori maschi d’élite il numero medio di giorni di assenza dopo l’infortunio del LCM è di 24 giorni
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Allenamento

Si scrive ACWR, si legge Acute Chronic Workload Ratio, ossia uno dei modelli più utilizzati per il monitoraggio dei carichi. 
Insieme ad Alberto Botter e Simone Debortoli, autori dell'articolo "Acute: Chronic Workload Ratio. Potenzialità e limiti dell'approccio" approfondiamo come un'approprata pianificazione dei carichi di allenamento rappresenti una componente fondamentale per migliorare la performance fisica e per ridurre il pericolo di infortunio.

"Acute: Chronic Workload Ratio. Potenzialità e limiti dell'approccio"

Gli infortuni sono una delle maggiori problematiche che preparatori atletici, allenatori e staff medico devono affrontare nell’intera stagione sportiva in quanto implicano una ridotta disponibilità dei giocatori infortunati (che si traduce in una diminuzione delle chances di successo per la squadra), un aumento delle recidive, oltre a costi aggiuntivi nell’economia delle società sportive.

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E sono 50!

Per festeggiare il 50° numero di Scienza&Sport riportiamo le parole che il nostro direttore Ferretto Ferretti ha voluto dedicare a questo numero speciale:

"30, 40 e… 50. Non sono numeri a caso, ma indicano le ricorrenze che abbiamo festeggiato a partire dal mese di febbraio, quando abbiamo fatto gli auguri per i suoi 30 anni a Il Nuovo Calcio. A marzo il “compleanno” è stato quello di Correre, la più anziana rivista del gruppo, mentre ora tocca alla “giovane” della casa editrice, Scienza&Sport, che non arriva certo a 50 anni, ma a 50 numeri sì. Possono sembrare pochi,in realtà sono 12 anni e mezzo di strada percorsa insieme, 13 se consideriamo il numero zero allegato a Il Nuovo Calcio di luglio 2008.

A tal proposito, avrete sicuramente notato la particolarità della copertina, atipica visto che negli ultimi anni l’abbiamo sempre dedicata a un“personaggio”: lo stupendo disegno a firma Caricaturella vuole rappresentare come la nostra attenzione sia destinata all’intero movimento dello sport. Quindi, ben vengano contributi originali – di stampo scientifico – su discipline che hanno poco spazio sui quotidiani; saranno valutati con meticolosità dal nostro comitato scientifico. Talvolta, siamo obbligati a non approfondire alcuni sport perché le “ricerche” sono davvero ridotte o inesistenti. Detto questo, voglio ringraziare proprio i coordinatori, Italo Sannicandro e Paola Vago, per la revisione sistematica degli articoli, e tutti i membri del “comitato” per il loro prezioso lavoro nel corso degli anni e per la riflessione fatta per questo anniversario: la troverete nelle prossime pagine.

Permettetemi poi un salto nel passato per un doveroso pensiero a chi ha avuto l’intuizione di una rivista di questo tipo, il “Dottore” Enrico Arcelli. L’idea di portare sul campo la ricerca scientifica con un linguaggio alla portata di tutti si è dimostrata vincente e sono davvero felice di essere riuscito prima a convincere gli editori di allora, poi a “costruire” questi 50 numeri con la redazione e tutti i collaboratori. Sono stati tanti gli autori che hanno scritto sulle nostre pagine, parecchi (almeno 15 a numero) gli articoli che hannoprovato a dare il loro contributo per l’evoluzione delle scienze motorie. Siamo orgogliosi di questo, di uscire ogni trimestre con “lavori” curati e interessanti.

Accanto agli articoli, il nostro piccolo network “scientifico” ha visto nel corso degli anni affermarsi due iniziative importanti: il premio Icaro Enrico Arcelli e il Convegno. Il primo è giunto alla sua 11esima edizione, veramente molti gli studenti di Scienze Motorie e Fisioterapiache hanno partecipato nel corso del tempo. Su tutti cito il primo vincitore, Andrea Riboli, che ha lavorato con la prima squadra dell’Atalanta.

Il convegno, invece, è giunto alla sua quinta edizione, l’ultimo è stato – causa Covid-19 – online e ha sfiorato le 400 presenze. Ma anche quelli precedenti, dal vivo, avevano visto una partecipazione di pubblico importante e relatori di fama nazionale e internazionale. L’intenzione, come sempre, è quella di proseguire in questo percorso organizzandone uno a fine anno. La sete di aggiornamento di tutti noi “addetti ai lavori” non può fermarsi davanti a niente, perché chiunque lavori nel mondo dello sport deve saper vivere nel cambiamento.

Per almeno altri 50… anni. Questo è il mio augurio!"

Abbiamo dedicato la copertina di questo primo numero dell'anno a uno sport invernale, lo snowboard. Specialità sportiva ripresa poi anche all'interno della rivista dall'articolo di Matteo Artina.

Leggi l'abstract: 

L’approccio metodologico scientifico al mondo dello Snowboard è complesso per la carenza di studi specifici, mancata ricerca in ambito fisiologico e tantomeno scarsa descrizione del modello prestativo.Per avere un approccio metodologico nella preparazione fisica è necessario studiare le caratteristiche intrinseche del gesto tecnico e osservarne le peculiarità biomeccaniche. La presenza di calzature rigide provoca differenze nei movimenti tra le due discipline olimpiche, Snowboard Cross e lo Snowboard Alpino, rispettivamente caratterizzate da scarponi “soft” e “hard”. Nella scelta degli esercizi da proporre agli atleti è necessario considerare i movimenti specifici che questi sono chiamati a compiere durante un’azione di gara. Il profilo biomeccanico dei movimenti può essere descritto secondo il criterio della “dominanza articolare”, individuando l’articolazione che compie l’escursione di movimento alla quale si può attribuire il maggior contributo nella produzione del vettore di forza durante un esercizio o i movimento degli arti inferiori. Da qui alcuni spunti pratici inerenti agli esercizi base di sviluppo della forza.

Il rendimento fisico-atletico di un soggetto si basa su quelle che vengono definite qualità fisiche e/o capacità motorie fondamentali. L'articolo di Fabrizio Anselmo illustra i test di valutazione motoria e funzionale in ambito della scuola secondaria basandosi sull'esperienza di 15 anni di ricerca condotta sugli studenti.

Leggi l'abstract:

I test di valutazione di capacità ed abilità motorie, in ambito scolastico evidenziano, ancorchè asettici nell’approccio, il livello oggettivo di “qualità motoria riscontrato negli studenti. Nello specifico habitat sportivo ed in maniera più dettagliata, vengono invece denominati e configurati quali test di valutazione funzionale; efficace  strumento idoneo a determinare le potenzialità dei soggetti prescelti. E’ bene tuttavia  sottolineare quanto i test di valutazione abbiano valenza soprattutto come dato statistico e scientifico; l’aspetto psico-pedagogico ed i rapporti di interazione personale, rimangono peraltro prioritari nell’ambito del processo educativo. Questo studio è particolarmente focalizzato sull’analisi della evoluzione/involuzione delle qualità motorie di base in età scolastica nel corso degli anni.

Scarica qui il documento con il completamento delle bibliografie dei seguenti articoli del n.49 gennaio:

 

FABRIZIO ANSELMO

“I TEST DI VALUTAZIONE MOTORIA E FUNZIONALE NELL'AMBITO DELLA SCUOLA SECONDARIA”

PAG. 35

 

ALFIO CAZZETTA

“DOVE VA IL NOSTRO MEZZOFONDO?”

PAG. 60

Piccoli ma importanti cambiamenti per quanto riguarda la nostra iniziativa dedicata agli studenti di Scienze Motorie e Fisioterapia. Da quest’anno sarà biennale.

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Il nuovo anno si apre con il numero S&S di gennaio che propone un ampio speciale dedicato al Convegno S&S dal titolo "Dal modello fisiologico e prestativo del calciatore alle moderne strategie di allenamento", svoltosi lo scorso 28 novembre.

Nell’annus horribilis 2020, finalmente terminato, tutte le discipline, chi più e chi meno, si sono fermate. Pure le Olimpiadi, simbolo di continenti e di sport, sono state posticipate (l’appuntamento è per luglio). E l’inattività avrà conseguenze in particolar modo sulle generazioni più giovani. Generazioni che mostrano già di per sè problematiche da questo punto divista: l’articolo di Fabrizio Anselmo chiarisce come siano peggiorate dal 1998 al 2013 le prestazioni degli studenti della scuola superiore in alcuni semplici test (lancio della palla medica,100 metri, 1.000 metri, salto in lungo). Il Covid stato un nemico invisibile, difficile da fronteggiare perchè puoi sconfiggerlo solo con l’attenzione in comportamenti che vanno contro la logica della socialità e del movimento stesso. Speriamo che il vaccino ci permetta di tornare a correre, saltare, segnare, pedalare, colpire, sciare… o scivolare sulla neve grazie a una tavola, fare snowboard insomma, cui abbiamo dedicato la copertina.

Altri articoli sono stato dedicati a valutazione funzionale, fisiologia, motorsport, atletica leggera, allo sport paralimpico e a medicina e riabilitazione. Non mancano le nostre rubriche Letto e Commentato e La Finestra su Il Nuovo Calcio e l'articolo tratto dalla tesi del 2° classificato al Premio Icaro 2020 Matteo Piparo.

Un numero ricco a inaugurare il 13° anno di pubblicazione di Scienza&Sport, in attesa di poter festeggiare ad aprile il 50° numero della nostra rivista dedicata a tutti i professionisti del mondo della preparazione fisica. 

 

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