Scienza&Sport parla nel nuovo numero autunnale di un tema particolare: nella rubrica "Allenamento", gli autori Ismaele Morabito e Andrea Piccinno si occupano del ruolo della preparazone fisico negli astronauti. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha posto l'accento non solo sulla prestazione degli atleti ma anche sull'allenamento fisico professionale. Alcune figure professonali, come forze dell'ordine, vigili, militari, non sono diverse dagli atleti e, proprio come avviene nello sport, è fondamentale analizzare e identificare le richieste che caratterizzano la proprio professione.

 

Leggi l'abstract: L'esposizione alla microgravità, durante il volo nello spazio, determina un indebolimento del sistema cardiovascolare e neuromuscolare, che porta a una declino dei livelli di physical fitness. L'allenamento fisico negli astronauti viene utilizzato come un'effettiva contromisura a tali adattamenti per ottimizzare la performance e preservare lo stato di salute sia durante la missione sia al ritorno sulla terra.

Sono undici anni che Scienza&Sport cerca di fare informazione e formazione. Che prova a rendere pratico ciò che dice la scienza attraverso le sue ricerche, a volte non troppo vicine al campo. La nostra missione di sempre, infatti, è stata proprio quella di fare una “divulgazione di qualità”: di questo va dato merito a tutti gli autori che da oltre un decennio si sono alternati sulle pagine della nostra rivista. In questo numero che chiude l’anno solare, insieme al classico “Sommarione” che vi permette di vedere i titoli di tutti i nostri articoli, abbiamo voluto incentrare l’attenzione sulla disciplina più seguita, praticata e con più evidenze scientifiche in merito: il calcio. Con alcune “chicche” extra-settore: la preparazione fisica negli astronauti di Ismaele Morabito e Andrea Piccinno e la resilienza nello sport di Letizia Conti (con Moreno Martinelli e Paola Vago), che trae spunto da una sua ricerca su tennis e disabilità.

Sempre collegato al nostro fine ultimo, quello di “rendere la scienza alla portata di tutti”, Elena Casiraghi, nostra storica collaboratrice, ha ultimato il Quarto Indispensabile di Scienza&Sport, disponibile tra pochi giorni, dal titolo “Strategie nutrizionali nel calcio. Favorire la salute, migliorare la performance”. Un testo, di facile lettura, che prende spunto dalla scienza per dare utili consigli alimentari per la prestazione a tutti coloro che si occupano di calcio, dall’allenatore al preparatore, dal calciatore (giovane o adulto) al genitore.

 

Il Premio Icaro, dedicato a Enrico Arcelli per ricordare con stima e gratitudine un maestro di scienza dello sport che ha sempre avuto a cuore il futuro delle nuove generazioni, festeggia quest’anno la 10° edizione.

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In questo articolo Rodolfo Lisi parla della pratica del nuoto per pazienti affetti da patologie deformanti della colonna vertebrale. Quali sono i miti e i tabù da sfatare?

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In passato, un ragazzo scoliotico era tenuto a orientare la sua futura formazione fisico-motoria e sportiva soprattutto verso le discipline natatorie, alle quali venivano attribuite notevoli proprietà terapeutiche. L’evidenza scientifica non supporta l’assunto. Alcune ricerche (Geyer, 1986; Vercauteren, 1982) hanno infatti dimostrato l’infondatezza di tale convinzione. In sintesi, il nuoto esclude qualsiasi ricostruzione posturale per l’impossibilità di far leva su punti fissi statici e stabili di riferimento e, meccanicamente, non consente di controllare le torsioni del rachide, le inevitabili antiversioni del bacino e le altrettanto inevitabili forze vettoriali a trazione dei muscoli del dorso.

Per questo numero abbiamo pensato di incentrare l’attenzione su quelle discipline che sono favorite dalle condizioni climatiche. Ad esempio, il ciclismo al quale abbiamo dedicato la copertina, in particolar modo a Richard Carapaz, vincitore del Giro d’Italia 2019. Inoltre, l’editoriale è stato scritto dal triatleta Daniel Fontana. Daniel, naturalizzato italiano, un campionissimo dell’Iroman, pone l’attenzione su ciò che può offrire la bicicletta. Sicuramente benessere, piacere di stare all’aperto, spostamenti rapidi in città sempre più caotiche… insomma un mezzo ecologicamente fantastico che dona a chiunque, a prescindere dall’età, dai bambini agli anziani, la libertà di muoversi… anche in mezzo alla natura.
E l’estate è il momento ideale per “pedalare”. Sempre sul ciclismo, molto interessante l’articolo di Matteo Azzolini sulla “Quantificazione del carico di allenamento e della performance”.  Questo periodo si presta molto all’approfondimento di varie tematiche in vista dell’inizio stagione per diverse discipline: consigliamo due articoli sulla gestione dello stress e sull’importanza del sonno per un recupero ottimale. Infine, chi si occupa di calcio non perda il nostro classico “Letto&Commentato” di Ermanno Rampinini, che vi propone approfondimenti legati alle ultime ricerche dedicate allo sport: “Effetto della fatica indotta da una simulazione di partita sulla funzionalità neuromuscolare e sull’equilibrio” l’ultima sua “rilettura”.

E' con grande piacere che comuniciamo i vincitori della nona edizione del Premio Icaro Enrico Arcelli.
Tra i numerosi lavori pervenuti anche quest'anno, sono risultate vincenti le seguenti tesi:
 
 1° CLASSIFICATO FILIPPO PICININI   
“EFFETTI PREVENTIVI E RELAZIONE DOSE-RISPOSTA DI UN PROGRAMMA DI ALLENAMENTO NEUROMUSCOLARE
PERSONALIZZATO PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI IN UNA SQUADRA DI PALLAVOLO FEMMINILE
SEMI-PROFESSIONISTA”.
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, relatore professoressa ALUENA BATTAGLIOLI

2° CLASSIFICATO: FRANCESCO GRIGGIO
“CONFRONTO TRA RECUPERO ATTIVO E RECUPERO PASSIVO DOPO ALLENAMENTO DI FORZA AD ALTO VOLUME”,  
Università di Bologna, relatore professor SANDRO BARTOLOMEI

3° CLASSIFICATO: MARTA SIMSIG
“ANALISI BIOMECCANICA DELLO SLALOM GIGANTE NELLO SNOWBOARD: CONFRONTO TRA ATLETI DI ÉLITE ED AMATORI” 
Università di Bologna  relatore  professor SIMONE CIACCI

 

Un grazie particolare ai membri della commissione di valutazione per l'immutata disponiblità e l'appassionato impegno.

Congratulazioni ai 3 vincitori e grazie a tutti gli altri neolaureati che hanno voluto partecipare a questa edizione del Premio Icaro Enrico Arcelli.

 

Il numero primaverile di S&S è quello che ci accompagna al Mondiale di calcio femminile che si terrà dal 7 giugno al 7 luglio in Francia e vedrà l'Italia di Milena Bertolini nuovamente protagonista dopo l'ultima apparizione di ben vent'anni fa. Così abbiamo pensato di dedicare la copertina alle azzurre e di pubblicare due articoli sull'allenamento femminile. Qui di seguito l'abstract dell'articolo di Lorenzo Francini che ci parla di test, performance e programmazione nel calcio femminile.

 

Leggi l'abstract:

Quasi 29 milioni di donne giocano a calcio, circa il 10% del totale di persone che praticano questo sport nel mondo (FIFA 2012). Negli ultimi anni, il numero delle giocatrici ha avuto una crescita importante ma ancora il numero di studi scientifici di settore non sono molti. Questo articolo ha lo scopo di analizzare, riportando studi pubblicati in letteratura, le differenza tra calcio maschile e femminile. Le calciatrici infatti mostrano una struttura fisica ben diversa dagli uomini, sia per peso che per altezza e composizione corporea. A livello di performance, le ragazze mostrano abilità minori dal 9% al 30% per quanto riguarda test di velocità, in linea e con cambi di senso, test di forza, esplosiva e isocinetica, test di resistenza, generale e specifica per il calcio. Durante la gara ,quando vengono considerate le fasi intense (>15 km/h) , le donne mostrano performance minori. A livello tecnico una gara di calcio femminile, mostra maggiori errori nei passaggi e un numero di palle perse maggiori rispetto alla controparte maschile.

 

L'immersione in acqua fredda rappresenta una delle strategie più efficaci per la crioterapia per l'attività fisica e, in particolar modo, per il recupero dopo lo sforzo fisico. Questo è il tema illustrato da Alex Buoite Stella, Andrea Riboli, Marzo Bruzzone e Pietro Enrico di Prampero in questo articolo dedicato all'argomento allenamento e prevenzione.

Leggi l'abstract:

L’immersione in acqua fredda rappresenta una delle metodiche più utilizzate per accelerare il recupero dopo lo sforzo fisico. Questa review della letteratura propone un’analisi di alcuni tra i principali lavori dedicati allo studio dell’immersione in acqua fredda (CWI) applicata a diversi sport. L’obiettivo è quello di comprendere i meccanismi d’azione di questa terapia, valutarne l’efficacia, e adattare i protocolli di immersione.

Forza ragazze! Così si apre questo numero di S&S che è quello che ci accompagna al Mondiale di calcio femminile che si terrà dal 7 giugno al 7 luglio in Francia, e vedrà l’Italia di Milena Bertolini nuovamente protagonista dopo l’ultima apparizione nella manifestazione del 1999, ben vent’anni fa. Quindi, ci è sembrato doveroso, al di là dell’incoraggiamento del titolo, dedicare la copertina alle azzurre. Dal quel lontano 1999,  il calcio femminile in Italia ha avuto un’evoluzione importantissima, in particolar modo negli ultimi anni, sia in termini numerici sia di qualità del gioco e dell’allenamento. Oltre alla dedica in copertina, abbiamo pubblicato due articoli sul calcio femminile (forza, prestazione e valutazione), a cura di Lorenzo Francini (preparatore del Milan di Carolina Morace) e Giovanni De Gennaro (preparatore del Pink Bari).

Un ampio speciale è stato dedicato al Quarto Convegno Scienza&Sport, organizzato dalla nostra rivista insieme a Il Nuovo Calcio, in ricordo di Enrico Arcelli. Ben 350 sono stati i partecipanti, che hanno assistito a interessanti relazioni sull’allenamento metabolico per il calciatore. Nel report si trovano gli articoli scritti dai relatori in merito all’argomento trattato in aula. Inoltre, in questa occasione hanno presentato i loro lavori davanti alla folta platea anche Giulio Peddis, Marco Duca e Filippo Bertozzi, nell’ordine i primi tre classificati dell’Ottavo Premio Icaro Enrico Arcelli. Insomma, un bellissimo momento di condivisione di esperienze e di aggiornamento. 

Completanto il numero diversi articoli su calcio, allenamento, allenamento e prevenzione e non mancano le rubriche "I nostri appuntamenti" e "Letto e commentato per voi".

 

SCIENZA&SPORT N. 43 APRILE / APRIL 2019 - ABSTRACT (ITA/ENG)

TITOLO ARTICOLO/TITLE ARTICLE

AUTORE/AUTHOR

PAG.

ABSTRACT

SPECIALE QUARTO CONVEGNO SCIENZA&SPORT

 

 

ANNUAL SCIENZA&SPORT CONFERENCE REPORT

Relazioni/speakers: Vincenzo Pincolini, Agostino Tibaudi, Italo Sannicandro e Giacomo Cofano, Massimo Oddo, Mirko Marcolini con Luca Alimonta e Daniele Cenci, Alessandro Giacosa

 16-30

Non disponibili/not available

Test, performance e programmazione nel calcio femminile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tests, performance and programming in women's football

Lorenzo Francini

42-47

Quasi 29 milioni di donne giocano a calcio, circa il 10% del totale di persone che praticano questo sport nel mondo (FIFA 2012). Negli ultimi anni, il numero delle giocatrici ha avuto una crescita importante ma ancora il numero di studi scientifici di settore non sono molti. Questo articolo ha lo scopo di analizzare, riportando studi pubblicati in letteratura, le differenza tra calcio maschile e femminile. Le calciatrici infatti mostrano una struttura fisica ben diversa dagli uomini, sia per peso che per altezza e composizione corporea. A livello di performance, le ragazze mostrano abilità minori dal 9% al 30% per quanto riguarda test di velocità, in linea e con cambi di senso, test di forza, esplosiva e isocinetica, test di resistenza, generale e specifica per il calcio. Durante la gara ,quando vengono considerate le fasi intense (>15 km/h) , le donne mostrano performance minori. A livello tecnico una gara di calcio femminile, mostra maggiori errori nei passaggi e un numero di palle perse maggiori rispetto alla controparte maschile.

Nearly 29 million women play soccer, about 10% of the total number of people who practice this sport in the world (FIFA 2012). In recent years, the number of female players has grown significantly, but there are still not many scientific studies in the sector. This article aims to analyze the differences between male and female football, reporting studies published in the literature. Female players in fact show a physical structure quite different from men, both for weight, height and body composition. In terms of performance, the girls show minor skills going from 9% to 30%   regarding speed tests ( in line and with changes of direction), strength tests ( explosive and isokinetic tests), resistance tests (general and specific for football). During   competition, when intense phases are considered (> 15 km / h), women show lower performances. At a technical level, a women's soccer competition shows more errors in passages and a greater number of turnovers than the male.

 

Capacità di forza e calcio femminile

 

 

 

 

 

 

 

Strength capacity and women's football

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni De Gennaro

48-52

In questo articolo viene affrontato il tema della crescita e dello sviluppo della capacità condizionale di forza all’interno del panorama calcistico italiano al femminile. Partendo dalle differenze fisiologiche tra uomo e donna e passando attraverso le problematiche legate al ciclo mestruale delle atlete donna, andremo a vedere come all’interno di una società di Serie A viene gestito e sviluppato all’interno della stagione il programma di allenamento specifico per il lavoro di forza, quali sono i risultati ottenuti nel corso della stagione e soprattutto quanto è cresciuto negli ultimi anni il livello medio di forza all’interno di una società di Serie A.

This article discusses the topic of growth and development of the conditional ability of strength within the Italian female football scene. Starting from the physiological differences between men and women and going through the problems related to the monthly period of female athletes, we will see how in a Serie A club the specific training program concerning strength training is managed and developed during the season; what are the results obtained during the season and, above all, how the average level of strength has grown in recent years.

Cosa significa essere coordinati nel calcio?

 

 

 

 

 

What does it mean to be coordinated in football?

 

Alberto Pasini

54-59

Il preparatore atletico allena la coordinazione e l’allenatore la tecnica.

Questa, volenti o nolenti, è l’idea generale che si è strutturata all’interno delle metodiche di allenamento nel calcio. Da una parte gli aspetti coordinativi, quelli complicati, quelli che gli allenatori credono di non avere le competenze per sviluppare, dall’altra quelli relativi alla tecnica, alla tattica individuale, per i quali gli allenatori si sentono istruttori esperti. Ma siamo sicuri di essere sulla strada giusta?

The athletic trainer trains the coordination and the coach the technique. This is the general idea that is established within the soccer training methods. On the one hand, the coordinative aspects, the complicated ones, those that the coaches believe they do not have the skills to develop, on the other the aspects   related to the technique, to individual tactics, for which the coaches feel to be expert instructors. But are we sure we are on the right tway?

Preparazione atletica e prevenzione degli infortuni

 

 

 

 

Athletic training and injury prevention

Fabrizio Perrone e Italo Sannicandro

60-63

Il tema della prevenzione degli infortuni e i rapporti con il controllo del carico è affrontato partendo da alcuni dati epidemiologici inerenti i traumi nel calcio. Si analizzano i fattori di rischio riconosciuti in letteratura per giungere a considerare le variabili di carico esterno e interno. Si sottolinea, infine, il rullo di un intervento sempre più integrato tra competenze e figure diverse all’interno degli staff tecnici e medici.

The topic of injury prevention and relations with load control is dealt with starting from some epidemiological data concerning the traumas in football. The risk factors recognized in the literature are analyzed to consider the external and internal load variables. Finally, it is emphasized the role of an increasingly integrated intervention between different skills and figures within the technical and medical staff.

Epilessia e attività fisica

 

 

 

 

 

  Epilepsy and physical activity

 

 

 

 

 

Marina Ghigna

64-68

In questo articolo si descrive la relazione tra epilessia ed attività fisica al fine di mostrare i benefici a livello fisico, cerebrale e psico-sociale che possono trarre dall’esercizio fisico i soggetti affetti da questo deficit neurologico, a cui in passato è stata negata o limitata la pratica sportiva. Si parlerà di idoneità alla pratica sportiva, degli aspetti medico-legali e della metodologia utilizzata nei protocolli di lavoro e di attività fisica adattata (AFA) alla patologia.

 

This article describes the relationship between epilepsy and physical activity in order to show the physical, cerebral and psycho-social benefits for individuals suffering from this neurological deficit, to whom has been denied or limited sports practice in the past. We will talk about suitability for sports, the medical-legal aspects and the methodologies used in work protocols and adapted physical activity (AFA) for the pathology.

Attività motorie in acqua e al suolo

 

 

 

 

Physical activities in water and on the ground.

Cinzia De Candia e Italo Sannicandro

70-77

Attraverso una short review inerente gli effetti dell’attività motoria in acqua e al suolo sulle capacità motorie dei soggetti senior, si espongono potenzialità e limiti delle due diverse tipologie di proposte nel soggetto over 65. Lo studio permette di comprendere quale training adottare per ridurre il rischio di caduta e tutelare le ADL.

 

Through a short review concerning the impact of physical activities in water and on the ground on motor skills of senior subjects, are exposed potentiality and limitations of the two different types of proposals in over 65 subject s.The study allows to understand which training has to be adopted to reduce the risk of falling and protecting the activities of daily living.

Effetti dell’immersione in acqua fredda sulla prestazione e sul recupero in ambito sportivo

 

 

 

 

Impacts of immersion in cold water on performance and recovery in sports

Alex Buoite Stella, Andrea Riboli, Marco Bruzzone e Pietro Enrico di Prampero

78-83

L’immersione in acqua fredda rappresenta una delle metodiche più utilizzate per accelerare il recupero dopo lo sforzo fisico. Questa review della letteratura propone un’analisi di alcuni tra i principali lavori dedicati allo studio dell’immersione in acqua fredda (CWI) applicata a diversi sport. L’obiettivo è quello di comprendere i meccanismi d’azione di questa terapia, valutarne l’efficacia, e adattare i protocolli di immersione.

 

Immersion in cold water is one of the most used methods to accelerate recovery after physical exertion. This literature review proposes an analysis of some of the main works dedicated to the study of cold water   immersion (CWI) applied to different sports. The goal is to understand the mechanisms of action of this therapy, to evaluate their effectiveness, and to adapt the immersion protocols.

L’influenza del risultato sull’attività fisica dei calciatori nel corso delle partite

 

 

The influence of the score on physical activity of players during the game.

Ermanno Rampinini

84-88

Basato su:/based on:

Effects of situational variables on the physical activity profiles of elite soccer players in different score line states

Redwood-Brown AJ, O’Donoghue PG, Nevill AM, Saward C, Dayer N and Sunderland C; Scand J Med Sci Sports, 2018, Dec;28(12):2515-2526

Influenza della fatica sui fattori di rischio degli infortuni da non contatto durante i cambi di direzione.

 

(Tesi classificatasi al 3° posto del Premio Icaro – Enrico Arcelli 2018)

 

Influence of fatigue on risk factors of non-contact injuries during changes of direction.

(Dissertation classified 3nd place Premio Icaro – Enrico Arcelli 2018)

Filippo Bertozzi

90-97

Gli infortuni da non contatto a carico degli arti inferiori rappresentano la tipologia di infortuni sportivi più frequente. I cambi di direzione, uniti ad una condizione di affaticamento, innalzano il rischio di incorrere in questo tipo di infortuni. L’obiettivo dello studio è stato quello di analizzare le variabili cinematiche che descrivono il comportamento delle articolazioni degli arti inferiori durante i cambi di direzione, utilizzando un protocollo di affaticamento comprendente continui cambi di senso.

Lower limbs no-contact injuries represent the most frequent type of sports traumas. Changes in direction, combined with fatigue condition, increase the risk of incurring this type of injury. The objective of the study was to analyze the kinematic variables that describe the behavior of the lower limbs joint, during changes of direction, using a fatigue protocol including continuous direction changes.

Sul nuovo numero di S&S un ampio Speciale dedicato al Convegno Scienza&Sport, svoltosi lo scorso 16 marzo. Ben 350 sono stati i partecipanti che si sono ritrovati all'Hotel Melia di Milano per ascoltare una serie di relatori d'eccezione, i quali hanno analizzati i diversi punti di vista sul tema "L'allenamento metabolico nel calcio. Dalla corsa continua agli Small-Sided Games." Sulla rivista gli articoli scritti dai relatori in merito all'argomento trattato in aula.

In Collaborazione