I giochi di squadra sono caratterizzati da numerosi fattori che sono determinanti ai fini di un’ottimale prestazione. Tra questi la componente lattacida e la performance cognitiva sono senza dubbio due elementi che possono fare la differenza tra due giocatori del medesimo ruolo.  In questo articolo, Elena Casiraghi ci offre una panoramica su differenti modi di integrazione alimentare che possono essere di supporto ai calciatori. Lo stesso tema viene analizzato in dettaglio dall'autrice nel suo nuovo libro "STRATEGIE NUTRIZIONALI NEL CALCIO", uscito a fine ottobre nella collana "Gli Indispensabili di Scienza&Sport".

Leggi l'abstract: L'utilità di assumere degli integratori specifici per il calciatore per incrementare la sua performance. Si parlerà dell'importanza della creatina e dei suoi dosaggi, della beta-alanina e del bicarbonato di sodio. Inoltre, si spiegherà perchè la caffeina, assunta con le corrette modalità in diverse forme, abbia dei benefici importanti. Attenti sempre però alle realzioni intestibali dei singoli individui.

Letizia Conti, Moreno Martinelli e Paola Vago ci parlano in questo articolo della resilienza, uno dei concetti più complessi e controversi della psicologia contemporanea. Questo termine deriva dal verbo latino resalio che veniva utilizzato degli antichi romani per descrivere il risalire a bordo di un’imbarcazione dalla quale si era stati sbalzati fuori a causa di un’improvvisa tempesta. È un’immagine molto appropriata per connotare la specifica capacità di quegli individui che non perdono mai la speranza di superare le avversità, ma continuano a combattere.

Leggi l'abstract: La resilienza è una capacità fondamentale per riprendersi in seguito a gravi traumi e avversità della vita ed infortuni, ostacoli e sconfitte che si presentano durante la carriera sportiva di ogni atleta. Questo articolo si propone di presentare uno studio completamente innovativo dal punto di vista metodologico per analizzare tutti gli aspetti caratteristici di questo fenomeno nel tennis e nel tennis in carrozzina.

 

Scienza&Sport parla nel nuovo numero autunnale di un tema particolare: nella rubrica "Allenamento", gli autori Ismaele Morabito e Andrea Piccinno si occupano del ruolo della preparazone fisico negli astronauti. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha posto l'accento non solo sulla prestazione degli atleti ma anche sull'allenamento fisico professionale. Alcune figure professonali, come forze dell'ordine, vigili, militari, non sono diverse dagli atleti e, proprio come avviene nello sport, è fondamentale analizzare e identificare le richieste che caratterizzano la proprio professione.

 

Leggi l'abstract: L'esposizione alla microgravità, durante il volo nello spazio, determina un indebolimento del sistema cardiovascolare e neuromuscolare, che porta a una declino dei livelli di physical fitness. L'allenamento fisico negli astronauti viene utilizzato come un'effettiva contromisura a tali adattamenti per ottimizzare la performance e preservare lo stato di salute sia durante la missione sia al ritorno sulla terra.

Sono undici anni che Scienza&Sport cerca di fare informazione e formazione. Che prova a rendere pratico ciò che dice la scienza attraverso le sue ricerche, a volte non troppo vicine al campo. La nostra missione di sempre, infatti, è stata proprio quella di fare una “divulgazione di qualità”: di questo va dato merito a tutti gli autori che da oltre un decennio si sono alternati sulle pagine della nostra rivista. In questo numero che chiude l’anno solare, insieme al classico “Sommarione” che vi permette di vedere i titoli di tutti i nostri articoli, abbiamo voluto incentrare l’attenzione sulla disciplina più seguita, praticata e con più evidenze scientifiche in merito: il calcio. Con alcune “chicche” extra-settore: la preparazione fisica negli astronauti di Ismaele Morabito e Andrea Piccinno e la resilienza nello sport di Letizia Conti (con Moreno Martinelli e Paola Vago), che trae spunto da una sua ricerca su tennis e disabilità.

Sempre collegato al nostro fine ultimo, quello di “rendere la scienza alla portata di tutti”, Elena Casiraghi, nostra storica collaboratrice, ha ultimato il Quarto Indispensabile di Scienza&Sport, disponibile tra pochi giorni, dal titolo “Strategie nutrizionali nel calcio. Favorire la salute, migliorare la performance”. Un testo, di facile lettura, che prende spunto dalla scienza per dare utili consigli alimentari per la prestazione a tutti coloro che si occupano di calcio, dall’allenatore al preparatore, dal calciatore (giovane o adulto) al genitore.

 

Il Premio Icaro, dedicato a Enrico Arcelli per ricordare con stima e gratitudine un maestro di scienza dello sport che ha sempre avuto a cuore il futuro delle nuove generazioni, festeggia quest’anno la 10° edizione.

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In questo articolo Rodolfo Lisi parla della pratica del nuoto per pazienti affetti da patologie deformanti della colonna vertebrale. Quali sono i miti e i tabù da sfatare?

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In passato, un ragazzo scoliotico era tenuto a orientare la sua futura formazione fisico-motoria e sportiva soprattutto verso le discipline natatorie, alle quali venivano attribuite notevoli proprietà terapeutiche. L’evidenza scientifica non supporta l’assunto. Alcune ricerche (Geyer, 1986; Vercauteren, 1982) hanno infatti dimostrato l’infondatezza di tale convinzione. In sintesi, il nuoto esclude qualsiasi ricostruzione posturale per l’impossibilità di far leva su punti fissi statici e stabili di riferimento e, meccanicamente, non consente di controllare le torsioni del rachide, le inevitabili antiversioni del bacino e le altrettanto inevitabili forze vettoriali a trazione dei muscoli del dorso.

Per questo numero abbiamo pensato di incentrare l’attenzione su quelle discipline che sono favorite dalle condizioni climatiche. Ad esempio, il ciclismo al quale abbiamo dedicato la copertina, in particolar modo a Richard Carapaz, vincitore del Giro d’Italia 2019. Inoltre, l’editoriale è stato scritto dal triatleta Daniel Fontana. Daniel, naturalizzato italiano, un campionissimo dell’Iroman, pone l’attenzione su ciò che può offrire la bicicletta. Sicuramente benessere, piacere di stare all’aperto, spostamenti rapidi in città sempre più caotiche… insomma un mezzo ecologicamente fantastico che dona a chiunque, a prescindere dall’età, dai bambini agli anziani, la libertà di muoversi… anche in mezzo alla natura.
E l’estate è il momento ideale per “pedalare”. Sempre sul ciclismo, molto interessante l’articolo di Matteo Azzolini sulla “Quantificazione del carico di allenamento e della performance”.  Questo periodo si presta molto all’approfondimento di varie tematiche in vista dell’inizio stagione per diverse discipline: consigliamo due articoli sulla gestione dello stress e sull’importanza del sonno per un recupero ottimale. Infine, chi si occupa di calcio non perda il nostro classico “Letto&Commentato” di Ermanno Rampinini, che vi propone approfondimenti legati alle ultime ricerche dedicate allo sport: “Effetto della fatica indotta da una simulazione di partita sulla funzionalità neuromuscolare e sull’equilibrio” l’ultima sua “rilettura”.

E' con grande piacere che comuniciamo i vincitori della nona edizione del Premio Icaro Enrico Arcelli.
Tra i numerosi lavori pervenuti anche quest'anno, sono risultate vincenti le seguenti tesi:
 
 1° CLASSIFICATO FILIPPO PICININI   
“EFFETTI PREVENTIVI E RELAZIONE DOSE-RISPOSTA DI UN PROGRAMMA DI ALLENAMENTO NEUROMUSCOLARE
PERSONALIZZATO PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI IN UNA SQUADRA DI PALLAVOLO FEMMINILE
SEMI-PROFESSIONISTA”.
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, relatore professoressa ALUENA BATTAGLIOLI

2° CLASSIFICATO: FRANCESCO GRIGGIO
“CONFRONTO TRA RECUPERO ATTIVO E RECUPERO PASSIVO DOPO ALLENAMENTO DI FORZA AD ALTO VOLUME”,  
Università di Bologna, relatore professor SANDRO BARTOLOMEI

3° CLASSIFICATO: MARTA SIMSIG
“ANALISI BIOMECCANICA DELLO SLALOM GIGANTE NELLO SNOWBOARD: CONFRONTO TRA ATLETI DI ÉLITE ED AMATORI” 
Università di Bologna  relatore  professor SIMONE CIACCI

 

Un grazie particolare ai membri della commissione di valutazione per l'immutata disponiblità e l'appassionato impegno.

Congratulazioni ai 3 vincitori e grazie a tutti gli altri neolaureati che hanno voluto partecipare a questa edizione del Premio Icaro Enrico Arcelli.

 

Il numero primaverile di S&S è quello che ci accompagna al Mondiale di calcio femminile che si terrà dal 7 giugno al 7 luglio in Francia e vedrà l'Italia di Milena Bertolini nuovamente protagonista dopo l'ultima apparizione di ben vent'anni fa. Così abbiamo pensato di dedicare la copertina alle azzurre e di pubblicare due articoli sull'allenamento femminile. Qui di seguito l'abstract dell'articolo di Lorenzo Francini che ci parla di test, performance e programmazione nel calcio femminile.

 

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Quasi 29 milioni di donne giocano a calcio, circa il 10% del totale di persone che praticano questo sport nel mondo (FIFA 2012). Negli ultimi anni, il numero delle giocatrici ha avuto una crescita importante ma ancora il numero di studi scientifici di settore non sono molti. Questo articolo ha lo scopo di analizzare, riportando studi pubblicati in letteratura, le differenza tra calcio maschile e femminile. Le calciatrici infatti mostrano una struttura fisica ben diversa dagli uomini, sia per peso che per altezza e composizione corporea. A livello di performance, le ragazze mostrano abilità minori dal 9% al 30% per quanto riguarda test di velocità, in linea e con cambi di senso, test di forza, esplosiva e isocinetica, test di resistenza, generale e specifica per il calcio. Durante la gara ,quando vengono considerate le fasi intense (>15 km/h) , le donne mostrano performance minori. A livello tecnico una gara di calcio femminile, mostra maggiori errori nei passaggi e un numero di palle perse maggiori rispetto alla controparte maschile.

 

L'immersione in acqua fredda rappresenta una delle strategie più efficaci per la crioterapia per l'attività fisica e, in particolar modo, per il recupero dopo lo sforzo fisico. Questo è il tema illustrato da Alex Buoite Stella, Andrea Riboli, Marzo Bruzzone e Pietro Enrico di Prampero in questo articolo dedicato all'argomento allenamento e prevenzione.

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L’immersione in acqua fredda rappresenta una delle metodiche più utilizzate per accelerare il recupero dopo lo sforzo fisico. Questa review della letteratura propone un’analisi di alcuni tra i principali lavori dedicati allo studio dell’immersione in acqua fredda (CWI) applicata a diversi sport. L’obiettivo è quello di comprendere i meccanismi d’azione di questa terapia, valutarne l’efficacia, e adattare i protocolli di immersione.

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