In questo articolo, Elena Casiraghi si occupa del metabolismo energetico in una partita di calcio e come migliorare l'efficienza energetica dei calciatori.

Abstract: gli sport di squadra prevedono l’esecuzione di movimenti intermittenti eseguiti ad alta intensità per un periodo prolungato (circa 1-2 ore). La prestazione in questo tipo di discipline sportive è dipendente da una combinazione di sistemi energetici di tipo aerobico e anaerobico. Entrambe sono realizzabili grazie alla presenza di glucosio a livello ematico e del glicogeno contenuto nei muscoli come principali fonti di energia. E’ il caso del gioco del calcio in cui l’ingestione dei carboidrati prima e durante la partita ha dimostrato aumentare l’efficienza dell’esercizio intermittente ad alta intensità. Al fine di garantire un aumento della performance ed una riduzione della fatica muscolare, però, è fondamentale scegliere con attenzione i carboidrati da assumere prima e durante l’esercizio ed il loro timing di consumo. In questo articolo non viene preso in considerazione l’aspetto dell’idratazione ma esclusivamente quello energetico.

Per l'ottavo anno la nostra rivista promuove il "Premio Icaro" per le migliori tre tesi in lingua italiana presentate da laureati in Scienze Motorie e Fisioterapia. Un obiettivo importante per un'iniziativa che mira a dare ai giovani laureati l'opportunità di pubblicare il loro lavoro sulla rivista e di farsi conoscere nel mondo dello sport, di promuovere e mettere in luce le ricerche scientifiche più interessanti legate a tesi di laurea in Scienze Motorie e Fisioterapia. Dal 2016 il premio è dedicato a Enrico Arcelli, un maestro di scienza dello sport che ha sempre avuto a cuore le nuove generazioni.

Chi può partecipare? Tutti i laureati in Scienze Motorie, triennali e magistrali, e di Fisioterapia nell'anno accademico 2016-2017 (sessioni di laurea da giugno 2017 ad aprile 2018). Manda la tua tesi di laurea entro il 15 marzo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

(Foto: Italy Photo Press)

Riabilitazione

IL MODERNO MODELLO DA APPLICARE PER OTTENERE IL RITORNO ALLO SPORT DOPO INFORTUNIO SI BASA SU UN APPROCCIO BIO-PSICO-SOCIALE, DOTATO DI UNA SUA COMPLESSITÀ CHE COMPORTA NECESSARIAMENTE UN LAVORO D’ÉQUIPE. IL CONFINE TRA LA RIABILITAZIONE E IL RITORNO ALLA PRESTAZIONE DIPENDE DALLE COMPETENZE DEI SINGOLI COMPONENTI DELL’ÉQUIPE E DAGLI SPAZI A DISPOSIZIONE.

Gli infortuni sono eventi relativamente frequenti nella vita di ogni sportivo e possono manifestarsi come conseguenza di traumi diretti o indiretti. Sulla base dell’assenza dagli allenamenti e/o dalle competizioni, la gravità di un infortunio è definita attraverso un criterio temporale:

1. minima (assenza inferiore a 3 giorni);
2. lieve (assenza compresa tra 4 e 7 Le fasi del recupero funzionale giorni);
3. moderata (assenza compresa tra 1 e 4 settimane)
4. grave (assenza superiore alle 4 settimane – Fuller et al., 2006)

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IN QUESTO ARTICOLO VIENE DESCRITTA L’AGILITY, QUALITÀ FONDAMENTALE PER IL CALCIATORE, APPROFONDENDONE LE PECULIARITÀ E LE STRATEGIE ATTE AL SUO MIGLIORAMENTO. VENGONO PRESE IN ESAME ALCUNE METODOLOGIE IN VOGA NEL MONDO DELLA PREPARAZIONE FISICA NEL CALCIO E ANALIZZATI I LIMITI E LE DISCORDANZE CON IL REALE MODELLO PRESTATIVO. SUCCESSIVAMENTE VIENE INDICATO UN METODO DI ALLENAMENTO (SOCCER AGILITY METHOD) CON DUE ESERCITAZIONI ESEMPLIFICATIVE.

L'agilità è un'importante caratteristica per gli atleti degli sport di squadra. Negli ultimi anni si è verificato un crescente interesse sui fattori che influenzano la performance di agility così come sui protocolli valutativi e le strategie di allenamento per migliorare questa qualità” (Darren, 2016). Ma che cos’è l’agilità? E soprattutto che cos’è l’agilità per un calciatore? Quando possiamo definire un calciatore agile? In che modo si può allenare questa qualità fisica, sempre che di “fisico” si stia parlando? L’obiettivo di questo excursus sull’agilità nel calcio è quello di definirne le caratteristiche principali grazie alle informazioni presenti in letteratura e successivamente di proporre una metodologia atta al suo miglioramento.

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