Prestazione e freddo, tra adattamenti individuali e strategie nutrizionali, questo il tema dell'articolo dedicato all'alimentazione pubblicato sull'ultimo numero. Elena Casiraghi propone un interessante contributo sulla tolleranza al freddo, diversa per ognuno. La ricerca scientifica mostra che gli essere umani variano nella loro capacità di adattarsi al freddo.

Leggi l'abstract:

Sebbene la termoregolazione sia efficace nel regolare la temperatura corporea in condizioni normali, l'esercizio fisico e l'attività sportiva in condizioni di freddo estremo esercitano un forte stress sui meccanismi che regolano la temperatura corporea. Lo scopo di questo articolo è quello di studiare gli effetti della temperatura ambientale sulle risposte fisiologiche e sulla capacità di esercizio di resistenza durante esercizi submassimali e massimali negli adulti sani e mostrare le strategie nutrizionali per favorire dapprima la salute e gli adattamenti corporei al freddo e, successivamente la prestazione sportiva.

 

 

Il congresso organizzato da Scienza&Sport in collaborazione con Il Nuovo Calcio giunge alla sua quarta edizione: 

  • 16 Marzo 2019 - 16 Marzo 2019
  • Milano, Hotel Melia, Via Masaccio 19 (Fermate MM1 Lotto e MM5 Lotto)

Nella rubrica "Letto e commentato" del nuovo numero di Scienza&Sport, Ermanno Rampinini si occupa dell' "Influenza del cambio di allenatore sull'indicdenza degli infortuni nel calcio." Dal punto di vista epidemiologico, in letteratura sono presenti numerosi studi che hanno descritto l’incidenza, la gravità e la distribuzione degli infortuni nel calcio sia nel corso di tornei dalla durata limitata sia nel corso di intere stagioni agonistiche. Le ricerche effettuate sull’argomento sono servite al fine di individuare le tipologie di infortunio più comuni e definire alcuni dei fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza di una specifica problematica. Tuttavia, al momento, nessuno studio si è concentrato sul verificare il possibile effetto del cambio di allenatore nel corso delle stagione agonistica sull’incidenza degli infortuni e in particolare sull’incidenza degli infortuni di tipo muscolare.

Articolo basato suEvaluation of Muscle Injuries in Professional Football Players: Does Coach Replacement Affect the Injury Rate? Donmez G, Kudas S, Yorubulut M, Yildirim M, Babayeva N, and Torgutalp SS; Clin J Sport Med, 2018, Aug 15, In Press

Il numero di gennaio dedica la copertina e un articolo, a firma di Giorgio Rondelli, alla corsa campestre, una specilità dal fascino straordinario e formativa come nessun'altra prova di fondo e mezzofondo. Tuttora parte integrante sia del processo formativo giovanile di tutti i mezzofondisti sia del programma di allenamento di ogni futuro campione della corsa di resistenza.

Leggi l'abstract: Una disciplina tipica del periodo che in passato era utilizzata anche da atleti su pista per perfezionare l'allenamento. Definita anche come specialità della 3 effe, fango, fatica e freddo. Nell'ultimo periodo è dominata dagli atleti africani. Come preparare le gare e le modalità di allenamento.

Il sommario del nuovo numero, in uscita in questi giorni.

Il numero invernale di questo nuovo anno di Scienza&Sport mette in primo piano la corsa campestre, dapprima dedicandole la copertina e poi con un articolo di Giorgio Rondelli, storica firma della rivista Correre e allenatore di campionissimi come Cova e Panetta, tra l’altro un esperto di cross. In un periodo storico in cui valori come la determinazione, la voglia di “fare fatica”, di gettarsi e “sporcarsi” nel fango, di soffrire per raggiungere un traguardo, ma anche di correre nella natura, sono poco frequenti, soprattutto nelle nuove generazioni, ci sembrava un qualcosa da non far passare sotto traccia. L'editoriale, invece, è di  Antonio La Torre, storica firma della nostra rivista, che ha ottenuto un incarico prestigioso in seno alla FIDAL: è stato nominato dal presidente federale direttore tecnico di tutta l’atletica italiana.

Molti altri argomenti oltre alla corsa campestre: il calcio con gli articoli di Italo Sannicandro, Giacomo Cofano e Paolo Traficante sugli hamstring e di Andrea Calzolari sulla repeated sprint ability dei giovani calciatori; il tennis con la seconda parte dell'articolo di Davide Zambrano. Nella categoria allenamento troviamo la parte conclusiva dell'articolo di Serena Sergi sui neuroni specchio, il contributo di Luca Petito sul balance training, di Aurora Vitucci sulla core stability degli over 60 e il testo di Francesco Campa sulla composizione corporea nello sport. Fabio Marco Ferrari ci parla di riabilitiazione mentre per la rubrica Alimentazione, Elena Casiraghi illustra il tema prestazione e freddo; Ermanno Rampinini, invece, parla nella sua rubrica Letto e Commentato dell'influenza del cambio di allenatore negli infortuni. Conclude il numero la tesi di Marco Duca, classificatasi al 2° posto del Premio Icaro. 

Infine troviamo nel numero la doppia pagina pubblicitaria del quarto convegno di Scienza&Sport in ricordo di Enrico Arcelli. Si terrà sabato 16 marzo a Milano, presso l’Hotel Melià dalle ore 9.00. Il tema sarà di stampo calcistico e l’obiettivo è quello di proporre a tutti i partecipanti un’analisi dell’evoluzione dell’allenamento metabolico del calciatore. Si parlerà delle proposte a secco, che da qualcuno sono ormai considerate superate, degli small-sided games (sono davvero la miglior forma di allenamento possibile per gli aspetti metabolici?) per entrare poi nei dettagli dell’uso e dalla funzione dei GPS, che rappresentano un ottimo strumento per monitorare il carico per il calciatore e non sono da associare solamente a chi lavora esclusivamente con il pallone. Interverranno tra i vari relatori preparatori con diverse esperienze nei professionisti, moderati da un fine conoscitore della scienza dell’allenamento quale Ermanno Rampinini, che hanno vissuto in prima persona i cambiamenti metodologici: parlo di Vincenzo Pincolini e Agostino Tibaudi, oltre a mister Giovanni Stroppa, il quale porterà il suo vissuto prima da calciatore (di Zeman) e ora di allenatore.

Il contributo di Elena Casiraghi allo Speciale Fitness ci parla di come le scelte nutrizionali abbinate all'allenamento permettono di ottimizzare gli stimoli e raggiungere risultati superiori al solo allenamento.

ABSTRACT

Se l’allenamento è il re, l’alimentazione è la regina affermava Jack Lalanne. Le scelte nutrizionali, infatti, quando abbinate all’allenamento permettono di ottimizzarne gli stimoli e raggiungere risultati superiori al solo allenamento. Non è sufficiente incrementare l’apporto calorico così come anche solo la grammatura quotidiana di un solo nutriente come carboidrati o proteine. E’ necessario conoscere i timing ovvero le tempistiche rispetto all’allenamento con cui alimentarsi e considerare la quantità utile dei nutrienti o loro miscela a ottimizzare gli stimoli dell’allenamento. In questo articolo verranno pertanto presentati gli effetti dell’allenamento sull’organismo e le linee guida utili a massimizzare gli effetti dell’allenamento sia contro resistenza sia cosiddetto concurrent training ovvero l’abbinamento di sedute di endurance e sedute per la forza muscolare come accade nella pratica del fitness.

La preparazione di uno sportivo è oggi sviluppata senza lasciare nulla al caso

Periodi di carico e scarico, potenziamento, palestra, senso della squadra e perfino coaching motivazionale sono sempre più spesso meticolosamente seguiti.
Gli aspetti alimentari, invece, sono frequentemente lasciati per ultimi, come se non contassero nulla.
Questo corso vi convincerà del contrario: di quanto possa modificare la prestazione un’attenta gestione del cibo. Si studieranno gli equilibri ormonali in grado di influenzare la prestazione stessa (tiroide, surrene) e soprattutto l’influenza sull’asse ipotalamo/ipofisi/muscolo di una corretta alimentazione. Si analizzerà la composizione corporea dell’atleta e si studierà come correggerla, modificando quantità e qualità degli alimenti. Non mancherà un cenno sulla migliore integrazione sotto sforzo e sui farmaci da evitare. Senza allenamento e motivazione nessun cibo può fare miracoli, ma è certo che atleti molto allenati possono guastare tutto in assenza di una corretta pianificazione alimentare.

Sino agli anni ’60-’70 vi era la convinzione che dalla corteccia cerebrale partissero catene di comandi dirette ai muscoli, e che quindi il sistema motorio fosse un apparato meccanico con meri compiti esecutivi. Serena Sergi ci racconta come in questa impalcatura teorica si è insinuata una crepa quando degli esperimenti condotti all’Università di Parma sull’area F5 dei macachi (area in cui si trovano neuroni motori che sparano quando la scimmia esegue dei movimenti con la mano e con la bocca) hanno messo in evidenza che vi era una logica nelle attivazioni neuronali.

Leggi l'abstract:

Agli inizi degli anni ’90 la scoperta dei neuroni specchio ha prodotto una vera e propria rivoluzione nelle neuroscienze, portando il sistema motorio ad avere un ruolo primario nello sviluppo delle funzioni cognitive. Studi approfonditi hanno evidenziato come i mirror intervengano attivamente nel processo di apprendimento imitativo, andando a costituire un sistema neuronale che mette in relazione le azioni eseguite da altri con il repertorio motorio interno dell’osservatore. E proprio a partire dagli studi su questi meccanismi di risonanza/rispecchiamento è possibile sviluppare metodi innovativi per l’insegnamento delle discipline sportive, dove l’osservazione e l’imitazione sono aspetti essenziali dell’apprendimento.

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